Conto salato a Roma: ristorante chiude per 5 ore e poi riapre

Il ristorante era finito al centro delle polemiche dopo aver presentato a due turiste un conto da 430 euro per il pranzo

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Ristorante a Roma chiuso e riaperto (Foto: Pixabay)

Continuano le polemiche sui ristoratori a Roma, dopo che qualche giorno fa alcune turiste si erano lamentate di aver pagato un conto troppo salato. E al centro della bufera mediatica torna l’Antico caffè di Marte, il ristorante dello scontrino da 430 euro che ha riaperto a sole cinque ore dalla chiusura. Lo riporta Il Messaggero.

Conto salato a Roma: lo scontrino da 430 euro

La polizia aveva chiuso il locale nel pomeriggio del 27 ottobre, dopo che due turiste giapponesi si erano lamentate sui social di aver pagato un conto molto salato. Le due ragazze, in vacanza dal Giappone, si erano sedute per pranzo e avevano ordinato due piatti di spaghetti al pesce e una bottiglia d’acqua. All’arrivo del conto, le turiste erano rimaste di sasso: 430 euro per un pranzo per due. Sbalordite avevano postato la foto dello scontrino sui social, diventato poi virale in poche ore.

La polizia è intervenuta il giorno dopo la denuncia e ha deciso di far chiudere il ristorante per verificare se c’erano irregolarità nella gestione. Il locale ha però riaperto nel giro di poche ore. Non è la prima volta che succede: qualche giorno prima lo stesso ristorante era stato chiuso perché i tavolini esterni erano stati messi oltre la superficie autorizzata dal Municipio. I titolari allora avevano subito chiesto e ottenuto la riapertura del locale, promettendo di liberare il marciapiede dalle loro sedie e tavolini.

Ristorante indagato a Roma: la mancia sospetta

Questa volta però le cose si fanno più serie per i proprietari. Il ristorante dello scontrino da 430 euro infatti ha riaperto dopo sole 5 ore dalla chiusura, ma restano aperte le indagini sul maxiscontrino. La polizia locale ha infatti deciso di verificare e confrontare le ricevute con i prezzi indicati nel menu che viene mostrato ai clienti. In particolare, al centro delle verifiche c’è lo scontrino delle due turiste giapponesi. Ad aver attirato l’attenzione dei poliziotti è la voce della mancia da 80 euro. Una cifra che, riporta il quotidiano locale, non potrebbe essere inserita nel conto e nemmeno essere imposta ai clienti. Se dalla mancia emergesse qualche irregolarità, i proprietari rischierebbero una sanzione amministrativa che potrebbe arrivare anche a quattro-cinquemila euro. Nel frattempo, la polizia locale ha annunciato che effettuerà controlli al locale tutti i giorni.

Redazione CiSiamo
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