Reggio Calabria, cucinavano droghe: arrestati due pasticceri

All'interno del negozio, i due pasticceri coltivavano funghetti allucinogeni e cucinavano alcune droghe sintetiche

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Aggressione a Chioggia, bulli tentano di bruciare i capelli di un clochard (foto repertorio)

Pasticceria alla Breaking Bad: fuori si vendevano dolci, mentre dentro si preparavano droghe sintetiche e funghetti allucinogeni. In manette sono finiti due pasticceri, a capo di una famosa azienda a produzione familiare in Reggio Calabria. La Guardia di Finanza li ha arrestati dopo diversi mesi di indagini.

Cucinavano droga, chi sono i due pasticceri arrestati

I due ragazzi, di 31 e 29 anni lavorano all’interno di una rinomata pasticceria a conduzione familiare in Reggio Calabria. Da anni però i due fratelli avrebbero aperto anche un secondo business all’interno del negozio dei genitori: quello della preparazione e spaccio di sostanze stupefacenti. La produzione era varia, secondo quanto riporta Tgcom24, e andava dalla coltivazione di funghetti allucinogeni alla più elaborata preparazione di droghe sintetiche, come confetti, pillole e pasticche. I due sono stati arrestati in mattinata dalla Guardia di Finanza di Reggio Calabria e sono ora ai domiciliari. I finanzieri li tenevano sotto controllo da quando uno dei due fratelli era stato scoperto a coltivare marijuana.

Cucinavano droga, arrestati due pasticceri: le indagini

Secondo quanto ricostruito dalle indagini, riprese da Tgcom24, i due avrebbero messo in piedi il business in diversi anni. Prima compravano le spore dei funghetti allucinogeni in Olanda. Poi se le facevano spedire al negozio con dei pacchi anonimi e infine li coltivavano in segreto nel loro magazzino. La cucina veniva utilizzata invece per preparare alcune droghe sintetiche.

La Guardia di Finanza ha perquisito sia la pasticceria che la casa di famiglia. In totale, hanno rinvenuto 180 grammi di funghi allucinogeni, oltre 11 grammi di pastiglie di amfetamina e derivati dell’oppio, 140 grammi di marijuana. In più hanno trovato oltre 1000 euro in contanti, guadagnati dallo spaccio dei loro prodotti. Nei magazzini però non c’era solo droga. Sono stati trovati anche migliaia di grammi tra preparato di pasticceria, granella di nocciola, farina di grano duro, cannella in polvere e mandorle affettate. Tutti però, conservati in modo improprio. I finanzieri hanno quindi emesso una denuncia anche nei confronti dei genitori dei ragazzi. La famiglia è ora accusata di violazione della normativa igienico-sanitaria per la produzione e la vendita di alimentari.

Redazione CiSiamo
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