Napoli, arrestato il sicario del Pellegrini: la svolta nel video

Si tratta di Vincenzo D’Avino, 22 anni, identificato grazie alle telecamere di sorveglianza dell'ospedale

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È stato incastrato grazie a un video il responsabile della sparatoria avvenuta il maggio scorso nel cortile dell’ospedale dei Pellegrini a Napoli. Si tratterebbe di Vincenzo D’Avino, 22 anni, identificato grazie alle telecamere di sorveglianza visualizzate dai carabinieri, che lo hanno subito preso sotto custodia, insieme ad altri due complici.

Sparatoria a Napoli, arrestato il sicario: le prove nel video


Nelle riprese, come riporta Il Corriere della Sera, si vede D’Avino che entra di corsa nel cortile dell’ospedale dei Pellegrini. Poco prima di lui è arrivato un suo rivale, Vincenzo Rossi, venuto probabilmente a farsi curare perché ferito al piede da un proiettile. D’Avino all’improvviso si mette a sparare in mezzo alla gente, che fugge in preda al panico. Tutta la scena si è svolta nella notte tra il 16 e il 17 maggio, davanti al pronto soccorso dell’ospedale, nel quartiere popolare della Pignasecca. Insieme a D’Avino, sono stati identificati e arrestati altri due ragazzi: Arturo Picco, il giovane che lo ha accompagnato all’ospedale in motocicletta, e Giuseppe Iaselli. Sarebbe stato lui a ferire al piede Rossi, riporta il quotidiano. Lo scontro tra i quattro ragazzi sarebbe partito da una disputa per il controllo della zona di spaccio nei vicoli dei Quartieri Spagnoli.

Grazie al filmato, sembra sia stato possibile anche ricostruire alcune delle frasi che si sarebbero detti i tre ragazzi prima di iniziare a sparare. Nel video inoltre, si vede D’Avino che stacca la targa della motocicletta, probabilmente sperando così di non essere identificabile. Poi si cambia d’abito, indossando uno scaldacollo e un lungo spolverino. Infine, inizia la sparatoria, probabilmente mentre cercava di raggiungere il rivale Vincenzo Rossi. Incurante dei presenti, spara anche addosso a cinque soccorritori, tra cui un minorenne, senza però ferirli. Finito l’assalto, D’Avino sarebbe riuscito a scappare arrampicandosi su un balcone di un edificio nelle vicinanze. Vincenzo Rossi, dopo l’assalto ha ricevuto una prognosi di 70 giorni per “ferite d’arma da fuoco agli arti inferiori con frattura pluriframmentaria”.

Sparatoria al Pellegrini: le accuse dei gip

A seguito delle indagini svolte dai carabinieri, il gip Ciollaro ha definito le azioni dei tre giovani arrestati come “gesto eclatante e plateale, a scopo dimostrativo, per affermare il proprio potere criminale“. È quello che si legge nell’ordinanza di custodia cautelare emessa nei confronti di Giuseppe Iaselli, Vincenzo D’Avino e di Arturo Picco. Le accuse per i tre ragazzi sono di tentato omicidio, lesioni personali gravi e detenzione e porto illegale di armi con l’aggravante del metodo mafioso. In particolare, D’Avino avrebbe agito “incurante della presenza del presidio armato della vigilanza privata”, e con una spiccata “forza di intimidazione e il dominio”.

Redazione CiSiamo
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