Processo Spada, il clan è associazione mafiosa: 3 ergastoli

Confermati i tre ergastoli per Carmine, Roberto e Ottavio Spada. La sentenza di primo grado riconosce il clan Spada come associazione mafiosa

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Processo Spada: tre ergastoli (Foto: Pixabay)

Il processo al clan Spada si è chiuso con tre ergastoli e una conferma: l’organizzazione è stata riconosciuta come associazione mafiosa. La Camera di consiglio si è riunita per più di nove ore per decidere la sentenza dei 24 imputati a processo per associazione a delinquere di stampo mafioso. Gli accusati erano tutti nei rispettivi carceri, collegati via video, quando è stata letta la sentenza.

Chiude il processo al Clan Spada: la sentenza

I tre 41bis sono stati dati a Carmine, Roberto e Ottavio Spada. La sentenza di primo grado ha inoltre riconosciuto che il clan Spada è un’associazione di stampo mafioso. Sono stati i due pm che hanno istruito il processo, Ilaria Calò e Mario Palazzi, a chiedere nel corso della requisitoria 208 anni più tre ergastoli per associazione a delinquere di stampo mafioso nei confronti degli imputati. I membri del clan avevano scelto di procedere col rito ordinario nel maxi processo. Le pene più alte sono state richieste per il boss Carmine Spada, detto Romoletto, il nipote Ottavio Spada, detto Marco, e il fratello Roberto Spada. Roberto è diventato famoso per la testata data al giornalista Daniele Piervincenzi nel novembre del 2018.

Processo Spada: le parole della Raggi dopo la sentenza

Durante l’attesa che i giudici emettessero la sentenza, scrive La Repubblica, diversi abitanti di Ostia si sono presentati nell’aula bunker per ascoltare la lettura del verdetto. Tra di loro c’erano anche alcuni membri della famiglia del clan. Presenti anche il presidente dell’associazione antimafia Noi Massimiliano Vender, il presidente della Fnsi Giuseppe Giulietti e il presidente dell’Osservatorio sulla legalità della Regione Lazio, Giampiero Cioffredi. Alla lettura della sentenza si è presentata anche la sindaca di Roma, Virginia Raggi che uscendo dal tribunale dopo la sentenza ha dichiarato ai giornalisti: “Sono qui per esprimere soddisfazione per la sentenza. Ringrazio la magistratura per il duro lavoro. Sono qui anche per conto di quei cittadini onesti, che sono la maggioranza, e che combattono la mafia ogni giorno. Le istituzioni ci sono”.

Redazione CiSiamo
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