Cimabue trovato in cucina, Sgarbi: “Lo Stato deve comprarlo”

In una cucina di una casa di un piccolo comune a nord di Parigi è stato rivenuto il Cristo deriso, opera attribuita a Cimabue. Sgarbi: "Dobbiamo comprarlo".

Cimabue
Cimabue

In una cucina di una casa di un piccolo comune a nord di Parigi è stato rivenuto il Cristo deriso, opera attribuita a Cimabue. Vittorio Sgarbi è subito intervenuto “consigliando” allo Stato italiano di comprarlo. L’opera sarà messa all’asta il 27 ottobre in Francia. Il suo valore si aggira tra i 4 e i 6 milioni di euro. “Due anni fa, quando apparve il dipinto di Leonardo ‘Il Cristo Benedicente Salvator Mundi’, venduto all’asta a 450 milioni di dollari, l’Italia non diede un segno di vita – ha raccontato Sgarbi -. In questo caso sarebbe giusto che intervenisse: l’opera non solo ha un’importanza per la rarità d’autore ma perché la sua quotazione, benché in un mercato internazionale, sarà meno alta di quella di Leonardo. Anche se dovesse salire intorno ai 10 milioni di euro, lo Stato avrebbe il dovere di comprarlo“.

“Dalle immagini che ho visto – continua Sgarbi – è un’attribuzione condivisibile, molto vicino a quello che sappiamo di Cimabue. Turquin (l’esperto d’arte chiamato per valutare l’opera ndr) è un uomo molto d’impatto, che ha un grande estro della comunicazione. Ha avuto, qualche anno fa, la felice intuizione sul ‘Giuditta e Oloferne’ di Caravaggio, ritirato dall’asta qualche mese fa perché non c’era un’universale considerazione sul nome”. Un caso, questo, che “fece molto parlare”.

Redazione CiSiamo
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