Autobus a Roma, assalito un altro autista: il gesto dei colleghi

È la seconda aggressione nel giro di pochi giorni: venerdì un gruppo di ragazzini aveva assalito l'autista che li aveva rimproverati

Nuova aggressione ad autista di autobus a Roma
Nuova aggressione ad autista di autobus a Roma

Un altro autista di autobus è stato assalito a Roma. L’aggressione è avvenuta nella notte di lunedì in zona Appia. L’uomo, riporta Il Messaggero, sarebbe stato picchiato da un automobilista che stava bloccando il passaggio del mezzo. Il fatto è successo a pochi giorni di distanza dall’ultima aggressione di venerdì notte, quando un gruppo di otto ragazzini minorenni avevano assalito l’autista alla guida dell’autobus 46, perché li aveva rimproverati dicendo: “Smettete di fumare”. Un 17enne lo aveva quindi colpito violentemente al viso. L’autista era poi stato ricoverato d’urgenza al Policlinico Gemelli.

Autista assalito a Roma: lo sfogo dei conducenti

“La verità? Il problema è Roma, non è possibile che accadano cose del genere, sono schifato, non potevo fare nulla”, si sfoga l’autista aggredito venerdì con Il Messaggero.
Gli fa eco Claudio De Francesco, leader della Faisa Sicel, che afferma: “Troppe volte abbiamo assistito ad aggressioni feroci nei confronti dei lavoratori e mai nessuno è intervenuto seriamente per risolvere il problema”.

Di fatto i numeri sono preoccupanti. Il giornale romano scrive che nel 2019, sono state riportate 63 aggressioni ai conducenti, più di una a settimana. Contando anche le liti tra passeggeri, il numero sale a 200.

Roma, aggredito autista: il piano dei colleghi

I colleghi dei due autisti aggrediti hanno deciso quindi di prendere la situazione nelle proprie mani. Dopo l’aggressione di ieri sera infatti, nei depositi dei bus da Tor Sapienza a Tor Vergata, sono apparsi dei cartelli che recitano: “Difendiamoci da soli, organizziamo le ronde“.
Alcuni autisti, intervistati dal quotidiano romano, hanno raccontato che presto sarà aperta una chat per creare dei gruppi di 4-5 conducenti, che “in incognito” dopo il lavoro terranno d’occhio le strade più pericolose. Ronde in borghese quindi, ma non disarmate. Alcuni degli autisti hanno dichiarato che si porteranno dietro lo spray al peperoncino, altri invece il taglierino. “Ma sia chiaro: li useremo solo per proteggerci, per legittima difesa”. E spiegano: “Lo facciamo per la nostra sicurezza”.

L’idea delle ronde in realtà era partita proprio dal sindacato, afferma De Francesco: “Ho lanciato la provocazione delle ronde e ora vedo che trova riscontri da parte di diversi lavoratori, con tanto di cartelli nei depositi”. E conclude: “Difendiamoci da soli. I lavoratori si sentono abbandonati sia dalle istituzioni che dalle parti sociali. Ora tocca dare un segnale forte, prima che ci scappi il morto“.

Redazione CiSiamo
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