Ragazze segregate in casa perché non volevano sposare i cugini

Due ragazze venivano segregate in casa dal padre, ora accusato anche di violenze nei confronti delle figlie, perché non volevano sposare i cugini

Ragazze segregate in casa
Ragazze segregate in casa

Due ragazze sono state segregate in casa dal padre, un cittadino bosniaco di etnia rom, perché non volevano sposare i fidanzati scelti dalla famiglia per loro. L’uomo è accusato di reiterate violenze, lesioni, segregazioni nei confronti delle due figlie, una delle quali da poco maggiorenne.

In realtà le violenze risalgono sin dalla minore età per una delle due. Prevedevano calci, pugni e pratiche umilianti come quella del taglio dei capelli. Spesso però, quando il padre riteneva che queste misure non bastassero, segregava le figlie nella roulotte, e dava loro solo pane e acqua per nutrirsi.

Il motivo per cui le ragazze venivano segregate in casa

A venire punite erano sia le piccole mancanze delle ragazze verso la famiglia, ma soprattutto erano volte a impedire che le giovani frequentassero i propri fidanzati. Per lo meno, non quelli che il padre aveva scelto per loro, ossia due cugini del campo rom. Un fidanzamento per il quale le famiglie avevano intavolato una trattativa già da tempo, che prevedeva un passaggio di denaro in cambio dell’assenso della ragazze.

I reati

Ora per il cittadino bosniaco sono previsti i reati di sequestro di persona, maltrattamenti, calunnia e costrizione e induzione al matrimonio. Quest’ultimo, in particolare, è stato introdotto recentemente dal Codice Rosso, e questo è il primo caso in Italia per cui il reato abbia comportato l’incarcerazione.

Redazione CiSiamo
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