Bergamo, tragedia in aereo: il racconto del poliziotto-eroe

"Siamo stati vicino alle ragazze e al padre, un uomo disperato", racconta Angelo Pessina, l'uomo che ha salvato 3 delle 4 persone a bordo dell'aereo

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Bergamo, incidente aereo: parla il poliziotto che ha salvato la famiglia (foto: Vigili del Fuoco)

Sono quei momenti in cui devi fare una scelta, anche se è dura, così mi hanno insegnato. Vorresti fare di più, ma rischi una seconda tragedia“. A parlare è Angelo Pessina, l’ex poliziotto eroe che ha tre delle e rimaste intrappolate all’interno di un aereo turistico, che è precipitato venerdì mattina nei pressi di Bergamo.

Tragedia in aereo a Bergamo: la dinamica dell’incidente

L’incidente è avvenuto intorno alle 10.00, mentre il pilota e padre delle tre ragazze cercava di atterrare all’Aeroclub di Orio al Serio. Il velivolo, un Mooney M20K, aereo da turismo da 4 posti, era pilotato dal vicepresidente del club Stefano Mecca, 51 anni e commercialista di Gazzaniga. L’uomo stava portando in gita a Venezia le tre figlie: Chiara, 18 anni, e le due gemelle Silvia e Marzia, 15 anni. Sarà Marzia a perdere la vita nell’incidente. La madre delle ragazze, Francesca Ongaro, era rimasta a casa con il figlio di 8 anni. “Marzia è bruciata sull’aereo, ha pagato per tutti, il volo ha rovinato la nostra vita“, ha dichiarato a Il Corriere della Sera.

L’aereo stava cercando di tornare alla pista di partenza, a causa di un problema non identificato che Mecca aveva notificato alla torre di controllo. Purtroppo però non ce l’ha fatta è si è schiantato sulla rampa di una superstrada, tra le piante e un guardrail, andando poi a finire contro un albero.

Famiglia precipita in aereo: il racconto del salvataggio

È stato l’ex poliziotto e preparatore atletico Angelo Pessina, 56 anni, a soccorrerli per primo insieme a un amico, con cui guidava su una strada vicina. “Tre metri sopra e l’aereo sarebbe finito sulla superstrada lungo la quale viaggiavamo. Ho sentito un botto, ho girato la testa e alla mia destra ho visto un’ala. Non ci abbiamo pensato un attimo, abbiamo lasciato lì l’automobile e siamo corsi giù”, ha raccontato a Il Corriere della Sera.

Le fiamme erano già arrivate alle portiere, non si potevano aprire. Dal finestrino spuntavano delle gambe, una ragazza cercava di uscire. Abbiamo fatto quello che avrebbe fatto chiunque altro. Abbiamo tirato, per farla uscire. Lo stesso con una seconda ragazza. Dopo di loro, un uomo. “C’è dentro nostra sorella, salvatela”, urlavano. Ma nemmeno loro sapevano chi avessimo portato fuori nel frattempo. E all’inizio noi non sapevamo quanti fossero sull’aereo, fino a quando non ci hanno detto che erano in quattro”.

Non è purtroppo bastato il gesto dei due soccorritori a mettere in salvo Marzia, la figlia 15enne rimasta dentro all’aereo. “Gridavo: ‘veloci, veloci’. Sarà successo tutto in due o tre minuti, fino a quando siamo riusciti ad avvicinarci all’aereo. Faceva un grande caldo, rischiava di esplodere“, ha ricordato Pessina. Lui e l’amico Defendi sono rimasti anche dopo l’arrivo dei soccorsi: “Siamo stati vicino alle ragazze e al padre, un uomo disperato“.

Redazione CiSiamo
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