Nuoro, figlio di vegani ricoverato per denutrizione: il caso

Il piccolo, di soli 2 anni, è stato ricoverato in gravi condizioni all'ospedale di San Francesco di Nuoro. Non è in pericolo di vita

Patteo per la salute (Foto Pixabay)
Patteo per la salute (Foto Pixabay)

Ricoverato in avanzato stato di denutrizione. È questa la diagnosi per un bambino di appena due anni, figlio di una coppia di vegani, che nei giorni scorsi è stato portato all’ospedale San Francesco di Nuoro in gravi condizioni. Il piccolo presentava diversi sintomi: era debole, magrissimo e svogliato. Sono subito state effettuate le analisi ematologiche, per verificare se si trattasse di una malattia o un batterio. Ma i risultati hanno rivelato che la spiegazione era solo una: denutrizione.

Bimbo di due anni denutrito: “Non è in pericolo di vita”

La dirigenza sanitaria della Assl di Nuoro ha confermato che le condizioni del bambino sono gravi, ma non si trova in pericolo di vita. Il piccolo ora è stato messo sotto osservazione nel reparto di Pediatria dell’ospedale ed è già stato sottoposto alle prime cure, grazie alle quali avrebbe già cominciato a migliorare.

“Ci occupiamo delle problematiche alimentari che riguardano i bambini con grande attenzione”, ha spiegato ad ANSA la direttrice dell’Assl nuorese Grazia Catina. “Le strutture dell’Assl assicurano la presa in cura con approccio specialistico che si avvale di collaborazioni multidisciplinari e multiprofessionali, per tutelare e promuovere la salute dei bambini e delle loro famiglie”.

Bimbo denutrito: ancora non si sanno le cause

Secondo quanto riporta però l’agenzia di stampa, le cause dietro al malessere del bambino non sono ancora state accertate. Diverse le ipotesi ancora al vaglio: potrebbe trattarsi anche di una dieta non equilibrata, magari poco ricca di proteine importanti per sostenerlo nell’età del suo sviluppo. Un’altra teoria che i dottori potrebbero verificare è quella del fattore genetico, che porterebbe quindi il bambino ad affrontare altri problemi simili in futuro.

I genitori del piccolo, nel frattempo, hanno deciso di rimanere insieme a lui durante la terapia e si trovano ora al suo fianco in ospedale. Appena il bambino sarà in condizioni di mangiare, i medici contano di cominciare a impostare un piano alimentare adatto alle sue esigenze, coinvolgendo anche i genitori.

Redazione CiSiamo
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