Corruzione a Trani, si aggrava la posizione dell’ex PM Scimé

Luigi Scimé, ex PM del tribunale di Trani, vede aggravare la sua posizione in merito alle accuse di corruzione, e favoreggiamento, del 2017.

Luigi Scimé, ex PM del tribunale di Trani, e attualmente giudice ordinario del tribunale di Salerno, vede aggravare la sua posizione in merito alle accuse di corruzione, e favoreggiamento, del 2017.

Corruzione a Trani

I fatti: nel 2017 Scimé viene accusato di aver favorito un’imprenditore locale – Flavio D’Intorno – dietro il pagamento di una tangente da circa 75mila euro per giudicare solo i reati prescritti, favorendo la posizione dell’imprenditore originario di Corato. Fu lo stesso D’Intorno a denunciare l’accaduto.

A distanza di due anni, D’Intorno, torna a parlare all’alba dell’udienza preliminare che ha visto Scimé rinviato a giudizio assieme ad altri 4 indagati.

il 22 agosto di quest’anno, come deposizione dell’udienza preliminare, l’imprenditore ha dichiarato che nel 2013 – in una struttura ricettiva di Milano – Scimé avrebbe raccolto una parte delle somme (circa 10 mila euro) nel capoluogo lombardo occultando il suo soggiorno dietro fatturazione intestata a diversi nomi al fine di risultare tra gli iscritti della struttura solo per due giorni, al fine di non coincidere col soggiorno di D’Intorno.

Alla luce delle accuse, e del rinvio a processo, l’ex PM della sesta provincia ha chiesto il rito abbreviato.

Redazione CiSiamo
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