Ingegneri, giovani pazzi scatenati di Poste: ansiogeni nati

Il racconto delle disavventure avute sul sito di Poste Italiane. Uno sguardo verso il codice ID ricercato da diverse settimane ma mai ottenuto.

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Dietro ogni macchina, ogni sistema, ogni struttura organizzata c’è l’uomo, la sua intelligenza, pura e fine, il suo raffinato sapere, lo sanno tutti. Ma non tutti “ce l’hanno” è altrettanto noto e risaputo. Così ogni organizzazione, ogni società ordinata deve stare al passo con la realtà nella quale opera e vive, anche sospingendo con regole, norme, codici da rispettare,verso qualche gradino più alto e avanzato.

È questo il progresso, il cammino della civiltà, la conquista della società civile. Sembra che gli ingegneri di Poste italiane questo non lo sappiano, non capiscano, non l’abbiano studiato. Al “tuo” tempo quotidiano, alla tua pazienza, loro sono indifferenti: sei solo “un” utente. “Loro” dovrebbero avere cura di te, assisterti, facilitarti. No, loro la vita te la rendono difficile!

Avevamo le password per “accedere”: 6/8 lettere da digitare

In poco tempo il foglietto di memo con le “pass”è diventato un A4, in modifica quasi quotidiana: apri il computer, leggi le mail, aggiorni le password, mentre il sistema s’aggiorna da solo, come e quando “lo dice lui”. Tu sei solo “l’utente finale” di una catena che ti stringe il collo e la mente. Oggi la continua e costante “difesa” dagli attacchi degli hacker ai nostri file, ai nostri “profili”, ai nostri soldi in costante tentata truffa “online”, ci costringe fino a 16/18 tasti da mettere in fila, e se ne tocchi per sbaglio uno inesatto salta tutto, e ti senti un imbecille di fronte alla “finestra” che ti comunica la “autenticazione fallita!”. Il fallito ti senti tu. Il sito di Poste oggi non riconosce più la password “autenticata” nel tuo profilo, in “anagrafica” confermata nei 13.000 uffici postali. Te la mandano loro.

Dopo che “tu” dichiari di averla dimenticata; perché non ce la fai più a leggere l’elenco della dozzina di segni, numeri e lettere, alcune minuscole altre maiuscole, da rispettare se ci vuoi provare da solo. E te ne arriva una, se arriva, perché il sistema s’intasa e ti può arrivare di notte, già scaduta perché “a tempo”. Una “nuova”, che comincia con “per cento”o l’esclamativo che puoi scambiare con la i maiuscola, con tutto quel che segue. Adesso pare che vogliano inserire anche lettere di alfabeti diversi: cirillico, arabo, serbo-croato, aramaico antico, geroglifici egizi.

La tecnologia, spinta e mal controllata, ci sta facendo ammalare

Siamo diventati ansiosi, nervosi, agitati, impazienti, spesso irosi e mal disposti, presi dalle fregole della nostra appendice telefonica o dello schermo del computer, che segnano ormai le ore di ogni giornata, in casa, in ufficio, anche in strada, o al supermercato, al cinema, all’Opera. O in chiesa! Stiamo dimenticando ogni tranquillità, la serenità di vivere la nostra vita, solitaria o collettiva.

La cronaca quotidiana ci riporta costantemente fatti sempre più numerosi di collere incontrollate, di comportamenti sempre più efferati, di guida in condizioni alterate da alcol e droga. Perché? Dove inizia, da dove arriva questa “nouvelle vague” di mala umanità? Non più certo dagli influssi maligni e satanici di un diavolo che il Papa Nero ha definitivamente messo in archivio. Ma fossimo noi la causa del nostro stesso malessere, con la fretta incontenibile, la corsa ad un progresso senza fine che è divenuto venefico inquinamento, mutazioni climatiche, ambientali, meteorologiche, e ora tecnologiche perché mal gestite e peggio controllate? Meditate, gente, meditate, diceva un comico. C’è l’intelligenza artificiale in arrivo!

Redazione CiSiamo
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