Poliziotto ferito al Cpr di Torino: “Non parlatemi di accoglienza”

Un poliziotto è stato ferito durante gli scontri al Cpr (Centro di permanenza per il rimpatrio) di Torino, in corso Brunelleschi.

Poliziotto ferito al Cpr di Torino
Poliziotto ferito al Cpr di Torino

Un poliziotto è stato ferito durante gli scontri al Cpr (Centro di permanenza per il rimpatrio) di Torino, in corso Brunelleschi. L’uomo ha avuto 30 giorni di prognosi per una ferita alla mano. Dopo gli scontri sono state arrestate tre persone dalla polizia. Due sono marocchini e uno è un tunisino di 24, 31 e 33 anni. Dovranno rispondere dell’accusa di danneggiamento, resistenza a pubblico ufficiale e lesioni.

Poliziotto ferito al Cpr di Torino

La rivolta di ieri, domenica 1 agosto, è la terza nell’ultima settimana, come riporta Il Messaggero. La prima è scoppiata nella notte tra giovedì 29 e venerdì 30 agosto, quando un gruppo di ospiti del Cpr ha dato fuoco ad alcune masserizie. I disordini si sono ripetuti la notte tra venerdì 31 e sabato 1 settembre.

“Io da solo”, scrive il poliziotto ferito al Cpr di Torino. “Per un po’ non voglio sentire parlare di comprensione, integrazione ed accoglienza. Questo è il bilancio personale di una notte di guerriglia passata al Cpr di Torino. 30 giorni di prognosi. Una bella frattura scomposta di due falangi con prospettazione di intervento chirurgico. Due monconi malamente appesi che improvvisamente vanno in direzione opposta a quella che il tuo cervello vorrebbe fare. E mentre i signori della politica fanno il gioco delle poltrone, facendo a gara a chi di loro si rivela essere il più capriccioso, in questi Centri di Permanenza e Rimpatrio ad ogni turno si sfiora la tragedia e prima o poi – credetemi – qualcuno si farà male sul serio!!!”. 

“5 carabinieri contro 158”

“Questa notte – continua il poliziotto – per due ore, da solo e con un manipolo di Carabinieri (cinque), mi sono trovato a fronteggiare 158 ospiti (perché così vanno chiamati). Sotto una sassaiola pericolosissima durata un tempo interminabile, fino all’arrivo provvidenziale di tre squadre del Reparto Mobile e del loro funzionario”.

Questi Centri – conclude – secondo il mio modesto parere, hanno utilità pari a zero. Perché si lavora in un contesto di pseudo detenzione dove l’Autorità pre-costituita viene continuamente messa in discussione, dove le nostre funzioni vengono derise, prese in giro e prese a sputi (e nel caso di specie non è una metafora). Dove il controllo dell’ordine pubblico è diventato una chimera impostato essenzialmente sull’opera di mediazione dei singoli ispettori impiegati di turno a rotazione, ma tutto ciò non può quasi mai trovare riscontro quando la controparte con la quale ti confronti è rappresentata da extracomunitari provocatori pluripregiudicati che aspettano mesi per essere rimpatriati, e nemmeno sempre!!!”.

Redazione CiSiamo
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