Open Arms: “Gli stati europei dimostrano il loro coraggio voltandosi dall’altra parte

La nave Open Arms è in mare per il settimo giorno consecutivo con 121 migranti a bordo, in attesa di un porto sicuro dove farli sbarcare

Open Arms
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Settimo giorno in mare per la nave Open Arms, che torna a chiedere un porto sicuro dove far sbarcare i 121 migranti che ha soccorso in mare la scorsa settimana. “A bordo, uomini, donne e bambini fragili, traumatizzati da violenze e abusi. È rimasto ancora qualcuno a difendere i diritti e la vita?”, chiede la Ong su twitter.

Il ricorso della Ong

La Ong catalana ha poi fatto sapere di aver “presentato un ricorso al Tribunale per i Minori e alla Procura minorile di Palermo affinché i minori a bordo vengano fatti sbarcare e vengano nominati dei tutori per quelli non accompagnati”. “Questo prevedono art 6 e 11 della Convenzione dell’Aja. Noi rispettiamo la legge”, aggiunge. L’Italia non ha mai risposto alle richeiste della Ong, dopo il divieto di ingresso nelle acque territoriali firmato dai Ministri Salvini, Toninelli e Trenta. Anche Malta ha negato l’approdo alla nave, nei giorni scorsi, e quest’oggi ha rifiutato il rifornimento di carburante ad un’altra nave, la Ocean Viking di Medici senza Frontiere e Sos Mediterranee.

Intanto, su Twitter è partita una campagna di solidarietà per la Open Arms, e sono molte le persone che hanno pubblicato un video di sostengno alla Ong. La quale li condivide ringraziando. “Non siamo soli”, ripete a ogni video.

Redazione CiSiamo
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