Omicidio Diabolik a Roma: lo striscione al Colosseo

Si indaga sull'omicidio di Diabolik, all'anagrafe Fabrizio Piscitelli, capo ultrà laziale fgreddato con un colpo di pistola la sera del 6 agosto

Omicidio Diabolik
Omicidio Diabolik

L’omicidio di Diabolik, il capo ultrà laziale, ha scosso tutta Roma, anche perché avvenuto in pieno Parco degli Acquedotti, davanti alle palazzine residenziali di via Lemonia. Alle 19 ciorca, quando ancora la zona era piena di gente.

L’omicidio di Diabolik

Forse si è proprio confuso con quella gente che passava il killer di Fabrizio Piscitelli, il volto coperto e una tenuta da corsa. Secondo fonti investigative, infatti, i due avevano appuntamento presso quella panchina dove è stato ritrovato il corpo di Diabolik, ucciso da un solo colpo di una pistola calibro 7,65, esploso dall’alto verso il basso, che lo ha colpito all’orecchio sinistro.

Ora si indaga sull’omicidio, sia la polizia sia i magistrati della Dda. La polizia scientifica ha effettuato i rilievi del caso, in cerca di impronte digitali che possano aiutare l’identificazione dell’assassino. Potrebbero essere utili anche le testimonianze di alcuni testimoni che hanno assitito all’omicidio di Diabolik. Alcuni hanno raccontato la scena all‘AdnKronos. “Fabrizio era seduto sulla panchina insieme a una persona. Una terza li ha sorpresi e ha sparato” hanno detto un ragazzo e una ragazza, mentre un altro testimone ha raccontato della fuga del killer. “L’ho visto scappare. E’ corso su questa via e ha girato lì”, ha spiegato. “C’era uno che lo aspettava dietro la curva. Ma tanto ‘ndo’ va? E pieno di telecamere, lo trovano. Me l’hanno garantito, lo trovano”.

Chi era Diabolik

Fabrizio Piscitelli, conosciuto come Diabolik, aveva 53 anni. Era lo storico capo degli Irriducibili della Lazio, di cui era un grandissimo appassionato. La sua fedina penale però non era immacolata, tanto da essere finito in manette per droga, tempo fa. Nell’ottobre 2013 era stato arrestato dalla Guardia di Finanza con l’accusa di essere stato promotore e finanziatore di un traffico internazionale di sostanze stupefacenti. Solo nel 2016, Piscitelli si era visto sequestrare beni per due milioni di euro. Diabolik era anche rimasto invischiato nella vicenda di estorsione ai danni del Presidente della Lazio Lotito. Ma il suo nome compariva anche nei fascicoli di mafia capitale perché era in affari con Massimo Carminati. “Ha fatto una scalata pazzesca, controlla Ponte Milvio con due albanesi e i napoletani, gente cattiva”, ha raccontato lo spacciatore ‘Freddi’, parlando del capo degli ultras della Lazio.

Lo striscione al Colosseo

Intanto questa notte, intorno alle 4.20, è comparso sul ponte degli Annibaldi al Colosseo uno striscione: “Diablo vive“. E’ firmato con la sigla degli Irriducibili, il gruppo ultras della Lazio di cui Fabrizio Piscitelli. E’ arrivata sul posto una volante della polizia, e a quel punto lo striscione è stato arrotolato e rimosso. I 5 uomini che lo avevano messo, sorpresi dagli agenti, sono stati tutti identificati.

Lo striscione, foto Instagram, Lazio Press
Redazione CiSiamo
La Redazione di CiSiamo.info è pronta a parlarvi di attualità, cronaca, politica, spettacolo, sport, cultura, cercando sempre di portare alla vostra attenzione i fatti più interessanti e più rilevanti che la contemporaneità ci mette davanti. Siamo pronti a far scorrere le dita sulle nostre tastiere. Noi Ci Siamo, e voi? Seguiteci sui social.