Decreto sicurezza bis, Sergio Mattarella ci mette la firma

Il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha promulgato la legge di conversione del decreto legge 14 giugno 2019, il decreto Sicurezza bis.

Insulti a Sergio Mattarella, consigliere leghista indagato
Insulti a Sergio Mattarella, consigliere leghista indagato

Il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha promulgato la legge di conversione del decreto legge 14 giugno 2019, il decreto Sicurezza bis. Subito ha inviato una lettera ai presidenti del Senato e della Camera, Maria Elisabetti Alberti Casellati e Roberto Fico. La firma è stata comunicata anche al presidente del Consiglio, Giuseppe Conte.

Decreto sicurezza bis, Mattarella firma

Il Presidente Mattarella ha firmato il decreto esprimendo però la propria posizione in merito. Ritiene infatti che le sanzioni e la confisca delle imbarcazioni delle navi che trasportano migranti non siano ragionevoli. “Non è stato introdotto alcun criterio che distingua quanto alla tipologia delle navi, alla condotta concretamente posta in essere, alle ragioni della presenza di persone accolte a bordo e trasportate“. Il tutto viene affidato “alla discrezionalità di un atto amministrativo la valutazione di un comportamento che conduce a sanzioni di tale gravità”.

“I contenuti -, scrive ancora il Colle -, sono stati ampiamente modificati dal Parlamento. Non sempre in modo del tutto omogeneo rispetto a quelli originari del decreto legge presentato dal governo. Al di là delle valutazioni nel merito delle norme non posso fare a meno di segnalare due profili che suscitano rilevanti perplessità“.

Le perplessità di Mattarella

Mattarella ha poi dichiarato due perplessità per quanto riguarda il decreto. “Come correttamente indicato all’articolo 1 del decreto convertito, la limitazione o il divieto di ingresso può essere disposto ‘nel rispetto degli obblighi internazionali dell’Italia’. Così come ai sensi dell’articolo 2 ‘il comandante della nave è tenuto ad osservare la normativa internazionale’. La Convenzione di Montego Bay prescrive che ‘ogni Stato deve esigere che il comandante di una nave che batta la sua bandiera. presti soccorso a chiunque in condizioni di pericolo'”.

Ma non è finita. “Non applicare la causa di non punibilità per la ‘particolare tenuità del fatto’ alle ipotesi di resistenza, violenza e minaccia a pubblico ufficiale e oltraggio a pubblico ufficiale, ‘quando il reato è commesso nei confronti di un pubblico ufficiale nell’esercizio delle proprie funzioni’, solleva dubbi sulla sua conformità al nostro ordinamento e sulla sua ragionevolezza. In quanto “include un ampio numero di funzionari pubblici, statali, regionali, provinciali e comunali. Nonché soggetti privati che svolgono pubbliche funzioni, rientranti in varie e articolate categorie. Vigili urbani, addetti alla viabilità, dipendenti dell’Agenzia delle entrate, impiegati degli uffici provinciali, ufficiali giudiziari, controllori dei mezzi pubblici comunali, i titolari di delegazione dell’Aci allo sportello telematico, i direttori di ufficio postale, gli insegnanti delle scuole, le guardie ecologiche regionali, i dirigenti di uffici tecnici comunali, i parlamentari”.

In altre parole, il Presidente della Repubblica contesta che con il decreto sicurezza bis sia adesso sufficiente avere un piccolo diverbio con una agente per rischiare una condanna ad una pena minimo di sei mesi.

Redazione CiSiamo
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