Carola Rackete, il suo murales dove è dipinta come Santa è stato rovinato

Il murales che raffigurava Carola Rackete come una santa con in braccio un migrante, creato dal collettivo Tvboy, non è durato. Un esponente della Lega lo ha imbrattato.

Carola Rackete fatta Santa in un murales
Carola Rackete fatta Santa in un murales

Il murales che raffigurava Carola Rackete come una Santa con in braccio un migrante, creato dal collettivo Tvboy, non è durato. L’”opera”, come ampiamente prevedibile, è già stata “modificata”, se così si può dire. Il murale raffigurava la capitana della Sea Watch, Carola Rackete, con in braccio un migrante e con la testa contornata da un’aureola da Santa. Il collettivo artistico Tvboy, a cui si deve anche il murales che raffigurava Di Maio e Salvini che si baciavano, aveva intitolato la sua creazione in modo inequivocabile: “Santa Clara protettrice dei rifugiati”.

Il murales di Carola Rackete

Il murales aveva portato molte polemiche, riaccendendo il dibattito tra i salviniani e i loro oppositori. E forse era proprio questo l’obbiettivo che si erano prefissati gli “artisti”, che avevano scelto di completare l'”opera” proprio in seguito all’approvazione del decreto sicurezza bis.

Tuttavia, a molti quel murales, realizzato a Taormina, dove la Lega ha raggiunto la storica cifra del 24% dei consensi, non è proprio andato giù. L’avvocato Giuseppe Perdichizzi, esponente del Carroccio, si è limitato dapprima ad attaccare un biglietto, scritto in modo non proprio corretto, al murales. “Noi stiamo col lo Stato italiano e la guardia di finanza, gli assassini in galera. Prima gli italiani e chi li difende. Grazie Matteo“, recitava il testo del biglietto, poi strappato.

A questo punto, Giuseppe Perdichizzi ha deciso di rovinare il murales utilizzando dello spray nero. Ha dunque annerito i volti di Carola e del bambino che la capitana teneva in braccio. Infine ha scritto su Facebook: “L’atto di indignazione contro il manifesto di Rakete DI TAORMINA è un atto dovuto spontaneo di liberi cittadini che non tollerano sul proprio territorio ipocrisie e atteggiamenti falso umanitari. Chiamare in causa Salvini e la Lega come strumentalmente si sta facendo rappresenta una ulteriore faziosità verso un esponente politico e il partito della lega estranei all’iniziativa”.

Redazione CiSiamo
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