Omicidio a Milano in viale Monza: fermato un egiziano di 47 anni

Omicidio nella notte tra il 5 e il 6 agosto a Milano in Viale Monza, dove un uomo egiziano è stato accoltellato all'interno del palazzo dove viveva

Omicidio a Milano in Viale Monza
Omicidio a Milano in Viale Monza

La polizia ha eseguito un fermo per l’omicidio che si è consumato nella notte tra il 5 e il 6 agosto a Milano, in viale Monza. Un 30enne egiziano è stato infatti accoltellato, all’altezza del civico 101. Il giovane è stato ritrovato in una pozza di sangue, ferito da coltellate.

Omicidio a Milano in viale Monza

Il suo corpo è stato ritrovato sul ballatoio della scala A dell’edificio intorno alle 4.30, ma, come spiega Milano Today, le tracce di sangue paiono provenire dall’appartamento al primo piano dove il ragazzo viveva con altri egiziani. Sono stati chiamati subito i soccorsi, ma per il giovane non c’è stato nulla da fare, e i sanitari del 118 ne hanno potuto solo constatare la morte.

Ora la polizia, guidata da Lorenzo Bucossi, indaga sull’ipotesi di omicidio. Infatti, intorno alle 7.30 del mattino del 6 agosto, gli agenti hanno portato fuori dalla palazzina un ragazzo, ammanettato. Intorno alle 9.30, altri tre giovani sono stati condotto via dalla polizia, per poter essere interrogati in qualità di testimoni.

Le testimonianze

MilanoToday ha raccolto le testimonianze di alcuni conoscenti della vittima, secondo cui il giovane sarebbe stato un “bravo ragazzo”, egiziano copto che lavorava come muratore. Secondo il racconto dei vicini, il condominio è stato sempre tranquillo nonostante vi abiti gente da “tutte le parti del mondo”.

Il fermo

Il 7 agosto infine, è stato eseguito un fermo nel confronti di un uomo di 47 anni egiziano, regolare sul territorio nazionale. L’uomo è indiziato per la morte di Milad Gerges, il 30enne accoltellato in viale Monza a Milano. L’omicida è stato incastrato della telecamere dell’edificio, che inquadrano il ballatoio dove si è consumata l’ultima parte del delitto. Il presunto assassino si è avvalso della facoltà di non rispondere. Indagato per concorso in omicidio anche un altro egiziano, che però non avrebbe sferrato materialmente nessuno dei tre colpi che hanno ucciso il trentenne. Il motivo dell’accoltellamento, forse, risiede in un litigio per motivi personali.

Redazione CiSiamo
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