Ragazzo precipitato dal balcone all’Infernetto: giallo sulla morte del 29enne

Un ragazzo è precipitato dal balcone all'Infernetto, morendo sul colpo, anche se agli inquirenti sembra per ora poco probabile la pista del suicidio

Ragazzo precipitato dal balcone all'Infernetto
Ragazzo precipitato dal balcone all'Infernetto (AdnKronos)

E’ stato ritrovato nella tarda mattinata del 4 agosto il corpo di Roberto Sacchett, il ragazzo precipitato dal balcone di casa all’Infernetto. Il giovane, 29 anni, è caduto dal terrazzo della mansarda della casa dove è cresciuto insieme alla mamma e al fratello. Sono stati i vicini a trovare il corpo riverso in un lago di sangue, e ad avvertire la polizia.

Ragazzo precipitato dal balcone all’Infernetto

Un volo di 10 metri, quello di Roberto, che nell’impatto si è rotto anca e femore. Ma la pista del suicidio sembra poco credibile agli inquirenti, anche a causa di una lacerazione sul lato destro della coscia e di un taglio sull’avambraccio, che il ragazzo si sarebbe fatto con la ringhiera del terrazzo.

Il racconto dell’amico

A questo proposito, sembra da accertare la posizione di un ragazzo che nella sera del 3 agosto si trovava con Roberto Sacchett, e che all’arrivo dei poliziotti era al cancello. Il giovane avrebbe raccontato di non essersi accorto del corpo, e anzi, che era convinto che l’amico fosse uscito per andare dalla fidanzata, con cui aveva litigato.

Il giovane ha raccontato la serata passata con l’amico: un piatto di pasta e una bottoglia e mezza di Falanghina. Poi, verso l’una e mezza, si sarebbe addormentato sul divano della casa di via Nogaredo. Che per altro, è in perfetto ordine, senza alcun segno di effrazione né traccia di stupefacenti.

Il ragazzo che era con la vittima ieri ha mangiato un piatto di pasta e bevuto una bottiglia e mezzo di Falanghina prima di restare a dormire lì. Sul tavolo della cucina ci sono ancora i resti della cena mentre non sarebbe stata trovata traccia di stupefacente. Nessuno, dalle ville vicine, avrebbe sentito grida. La casa al 36 di via Nogaredo è in perfetto ordine. Tutte le finestre, così come le inferriate, erano chiuse. A eccezione di quella della camera da letto della vittima, al secondo piano, aperta con la chiave.

L’avvio delle indagini

Ora sono state sequestrate le auto di entrambe i giovani, nella speraza di far luce sul caso. Notizie più certe si potranno forse avere dopo l’autopsia, che verrà eseguita nella giornata di oggi. I cnoscenti hanno confermato la litigata con la fidanzata raccontata dall’amico di Sacchett, come pure il fatto che il giovane fosse “un pezzo di pane“. Anche se, ricorda qualcuno, “ultimamente aveva preso una stradaccia”.

Redazione CiSiamo
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