Carabiniere ucciso a Roma, Washington: “Processo equo”

Le autorità americane hanno parlato di un processo equo per i due killer del carabiniere ucciso a Roma lo scorso 26 luglio

Killer del carabiniere ucciso a Roma
Killer del carabiniere ucciso a Roma

Sul caso del carabiniere ucciso, che vede coinvolti come killer due ragazzi americani, il dipartimento di Stato e l’ambasciata degli Stati Uniti a Roma stanno “prendono sul serio la responsabilità di assistere i cittadini americani all’estero”. In particolare, le autorità consolari stanno assicurandosi che Christian Gabriel Natale Hjorth e Finnegan Lee Elder ricevano “un processo equo e trasparente con accesso all’assistenza legale“.

Il killer parla con la madre in carcere

Nel frattempo, Elder Finnegan Lee dopo l’arresto ha chiesto di parlare con la madre, e le autorità gli hanno concesso il permesso. Grazie a Facetime, il 20enne si è messo in collegamento con la madre, utilizzando poche parole sconnesse che potesero spiegare cosa era successo. La madre del ragazzo, dal canto suo, ha detto che sono “grati del fatto che sia stata fornita assistenza medica a Finnegan”. “Oggi abbiamo appreso che le autorità italiane hanno permesso al Console degli Stati Uniti a Roma di effettuare una breve visita in carcere a Finnegan. I suoi difensori ci continuano a fornire informazioni sul caso”, ha detto.

Redazione CiSiamo
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