Carabiniere ucciso a Roma: “Non si è difeso, non aveva la pistola”

In conferenza stampa, le autorità hanno confermato che il carabiniere ucciso a Roma non aveva con sé la pistola e non è giustificata la legittima difesa

Mario Cerciello Rega, il carabiniere ucciso a Roma
Mario Cerciello Rega, il carabiniere ucciso a Roma (foto AdnKronos)

Il carabiniere ucciso a Roma, Mario Cerciello Rega, non si è difeso dall’aggressione fulminea dei due americani, perché non aveva con sé l’arma d’ordinanza. Questo è quanto emerge dalla conferenza stampa del colonnello Francesco Gargaro, che ha chiarito alcuni punti della vicenda.

Il carabiniere ucciso a Roma non aveva la pistola

Cerciello Rega aveva con sé solo le manette. Se anche avesse avuto la pistola non avrebbe avuto la possibilità di reagire”, ha detto il colonnello. Il fatto che il carabiniere fosse disarmato basta a far cadere l’ipotesi della legittima difesa ipotizzata dagli avvocati dei due giovani americani. Del resto, in sede di convalida del fermo, era stato lo stesso Elder Finnegan Lee a raccontare che Mario Cerciello Rega non aveva estratto la pistola.

Il depistaggio di Brugitelli

Per quanto riguarda l’indicazione che era stata data riguardante i due nordafricani che avrebbero compiuto il delitto, è stata diffusa da Sergio Brugitelli. E’ lui che ha denunciato il furto dello zaino, e per timore di essere collegato al fatto ha cercato di sviare le indagini, dando una descrizione degli assassini fuoriviante. “Ha parlato di due persone di carnagione scusa, presumibilmente maghrebini”, ha spiegato Francesco Gargaro. “Lo ha detto perché aveva il timore di dire che conosceva gli autori dell’omicidio. Non voleva essere associato al fatto. Solo dalle immagini si è scoperto l’antefatto”, ha poi aggiunto il procuratore aggiunto di Roma, Michele Prestipino.

Redazione CiSiamo
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