No Tav, Matteo Salvini avverte: “Non ammetteremo violenze”

Matteo Salvini interviene sulle parole scritte dai No Tav dopo la comunicazione del Premier Conte che riguardava il proseguimento dei lavori

Matteo Salvini
Matteo Salvini

Il Ministro dell’Interno Matteo Salvini risponde a muso duro alle parole dei No Tav e avverte: “Non ammetteremo violenze nei confronti di poliziotti e carabinieri”. La polemica si era scatenata dopo le parole pronunciate dal Premier Conte il 24 luglio a proposito della Tav. Il progetto è da portare a termine, aveva detto Conte, perché “costa più non farla che farla”.

E se da parte leghista la posizione ufficiale del governo era stata vista con favore, non altrettanto si può dire del Movimento 5 Stelle, con cui la tensione si era fatta palpabile. Così palpabile da spingere i senatori grillini a lasciare l’Aula del Senato durante l’audizione del Premier Conte sul caso dei fondi russi alla Lega.

La risposta di Matteo Salvini ai No Tav

Da parte loro, i No Tav avevano pubblicato un comunicato ufficiale, in cui sostenevano che bloccare la Tav “ora tocca a noi”. E avevano sottolineato quanto Conte in realtà sottovalutasse la forza del movimento. Proprio a queste parole risponde oggi il Ministro Salvini in un intervento a “Radio Anch’io”. “Speriamo non ci siano episodi di violenza, se ci fossero verranno perseguiti come la legge prevede. Non ammetteremo violenze nei confronti di poliziotti e carabinieri.

E sottolinea che al corteo No Tav previsto per il 27 luglio nessun atto di violenza “resterà impunito”. Sull’uscita del M5S dall’Aula del Senato, dice:“i gesti del M5s non li interpreto”. E poi, sulla Tav: “Hanno detto che voterà il parlamento, benissimo voterà il parlamento e vorrà dire che il Tav passera con l’80% dei voti a favore”.

Il concetto, Salvini lo ha ribadito poco dopo su Facebook: “Ognuno può esprimere liberamente il proprio pensiero ma nessuna violenza sarà tollerata, né resterà impunita”. “Attenzione massima per questo fine settimana, con il totale sostegno alle nostre forze dell’ordine”, si legge.