Cadavere fatto a pezzi a Vallecorsa, condannato a trent’anni Michele Cialei

Michele Cialei è stato condannato a 30 anni di reclusione per l'omicidio dell'allevatore di Vallecorsa Armando Capirchio.

Omicidio a Vallecorsa, condannato Michele Cialei
Omicidio a Vallecorsa, condannato Michele Cialei

Trent’anni di carcere a Michele Cialei per l’omicidio dell’allevatore di Vallecorsa Armando Capirchio. Due anni e mezzo a suo figlio per l’occultamento del cadavere della vittima. Nella tarda serata di ieri, mercoledì 24 luglio, è arrivata la sentenza con rito abbreviato del Gup presso il Tribunale di Frosinone. La vittima, un 61enne allevatore del posto, era scomparsa da casa il 23 ottobre del 2017.

La condanna per Michele Cialei

I Carabinieri del Reparto Operativo del capoluogo ciociaro avviarono indagini certosine e ricerche a tappeto dell’uomo, considerato in un primo momento o scomparso a causa di un incidente o allontanatosi volontariamente per motivi misteriosi. La terribile verità sarebbe venuta a galla in un secondo momento. Non prima che le indagini dell’Arma portassero gli inquirenti a “puntare” Michele Cialei, anch’egli allevatore, che con lo scomparso aveva avuto forti motivi di frizione legati ai diritti di pascolo e all’uccisione di alcuni suoi capi di bestiame.

L’uomo venne tratto in arresto il 12 dicembre del 2017 su disposizione del Gip Antonello Bracaglia Morante e richiesta del Sostituto Procuratore Vittorio Misiti. Dopo tre mesi venne ritrovato il corpo della vittima. Era stato fatto a pezzi, imbustato in grossi sacchi da biada e gettato in una cavità a Lenola, in provincia di Latina. Cialei si attribuì la paternità di quell’orrendo crimine che lo aveva visto uccidere Capirchio a fucilate, per poi finirlo a colpi di pietra.

L’omicidio di Vallecorsa

In corso di indagine si appurò anche che il figlio del presunto omicida aveva concorso alle dinamiche post mortem, aiutando il padre a dissezionare e nascondere il cadavere. Il Gup frusinate Ida Logoluso ha emesso la sentenza con rito alternativo e sconto di un terzo di pena che, nella speranza dei legali dell’imputato, gli avrebbe dovuto evitare l’ergastolo. Così è stato.

Redazione CiSiamo
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