Autonomia, Fontana e Zaia rispondono a Conte: “Ci sentiamo feriti”

I presidenti delle Regioni Lombardia e Veneto, Attilio Fontana e Luca Zaia, rispondono al Presidente del Consiglio Conte sulla questione autonomia

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Autonomia, Fontana e Zaia rispondono a Conte

Si discute ancora sull’Autonomia da concedere alle Regioni. E in particolare i Presidenti delle Regioni Lombardia e Veneto non si sono trattenuti dal rispondere al Premier Conte sulla questione. Attilio Fontana e Luca Zaia hanno perciò indirizzato una lettera a Conte, in cui spiegano il loro punto di vista sull’accordo riguardante l’Autonomia.

Autonomia, la risposta di Fontana e Zaia a Conte

Fontana e Zaia spiegano di sentirsi “tutti profondamente feriti quando leggiamo le Sue esternazioni, Presidente Conte”. “Soprattutto”, dicono, “dopo colloqui diretti durante i quali abbiamo più volte sottolineato che non si chiedono più risorse ma semplicemente la possibilità di spendere in autonomia quelle che ci sono già assegnate”. “Noi non firmeremo un accordo senza qualità, come quello per ora che si sta profilando”, chiariscono Fontana e Zaia. “Lei si assumerà la responsabilità quindi di aver negato quanto è stato chiesto da referendum, da milioni di elettori veneti e lombardi, da risoluzioni dei Consigli regionali approvati all’unanimità”, spiegano ancora.

“Vogliamo una autonomia vera, non un pannicello caldo che produrrebbe ulteriori guai”, sottolineano Zaia e Fontana nella lettera. “L’autonomia, come scrissero i padri costituenti e i grandi maestri del diritto, è soprattutto responsabilità”. Infatti, “chi non la vuole non ama rispondere davanti ai propri cittadini delle azioni politiche e amministrative messe in campo”.

Il problema della pubblica amministrazione

“L’autonomia richiesta dai cittadini lombardi, veneti, emiliano-romagnoli vuole cercare di rendere più semplice la vita di chi lavora, studia, vive nelle nostre regioni” scrivono i governatori. “Chiunque abbia oggi a che fare con la Pubblica Amministrazione, la vede spesso come un difficile ostacolo da superare e non come istituzione che accompagna e supporta la realizzazione dei propri progetti o ci sostiene nei momenti di difficoltà”.

“La nostra vita quotidiana, Signor presidente del Consiglio, è fatta di salti a ostacoli contro la burocrazia che complica ogni attività e rende difficile sia fare l’imprenditore sia l’amministratore pubblico. Ci sarà sempre un comma, una norma, un combinato-disposto che produrrà un errore a danno del cittadino e una inchiesta contro burocrati onesti. Ed ogni atto ministeriale che dovrebbe semplificare, in realtà produce ulteriore burocrazia”, si legge in un ulteriore passaggio. “L’autonomia è una sfida soprattutto per noi stessi e per le istituzioni che siamo chiamati a governare, Signor Presidente. Non avremo scuse se non riusciremo a realizzare i nostri progetti e i cittadini ci premieranno o puniranno”, concludono.

Redazione CiSiamo
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