Bimbi di Bibbiano tolti ai genitori: il ruolo della consigliera regionale Pd

Nelle ultime ore, sono emersi nuovi elementi relativi allo scandalo dei bimbi di Bibbiano tolti illegittimamente ai genitori e affidati ad altre famiglie.

Roberta Mori, e i bimbi di Bibbiano
Roberta Mori, e i bimbi di Bibbiano

Nelle ultime ore, sono emersi nuovi elementi relativi allo scandalo dei bimbi di Bibbiano tolti illegittimamente ai genitori e affidati, dietro compenso, ad altre famiglie. I nuovi elementi non riguardano solo gli indagati, ma anche gli esponenti di quella rete che avrebbe sostenuto il “modello di Bibbiano”. Ogni giorno che passa, infatti, nonostante il silenzio di parte dei media, spuntano nomi di persone che sapevano tutto quello che stava succedendo, che non sapevano (non volendo sapere) o che (colpevolmente) non sapevano veramente. Il nome che spunta adesso in primo piano è quello di Roberta Mori, consigliere regionale di Pd di Reggio Emilia.

Bimbi di Bibbiano tolti ai genitori

In pratica, come abbiamo riportato già tante volte, a Bibbiano succedeva qualcosa di diabolico. Qualcosa da romanzo horror. In estrema sintesi, dei bambini, con problemi familiari alle spalle o senza nessun problema, venivano tolti ai genitori e dati in affidamento ad altre persone dietro compenso. I bimbi di Reggio Emilia, inoltre, venivano costretti, con le buone o con le cattive, dagli psicologi a raccontare abusi o maltrattamenti mai subiti. In questo modo si evitava che tornassero nelle loro case di origine rimanendo nelle braccia di coloro che gli hanno comprati. Di più: alcuni dei bambini, nelle nuove “famiglie”, hanno finito per subire veramente abusi e maltrattamenti. Tutto questo mentre alcuni genitori biologici hanno finito per andare in galera o addirittura suicidarsi.

I mostri di questa storia sono gli assistenti sociali di Bibbiano, che non hanno fatto quello che hanno fatto solo per denaro ma anche per “motivi ideologi”. Infatti, sostenendo il comunque legittimo diritto dei gay di avere figli, affidavano i bambini tolti ai genitori a coppie gay anche se queste erano inadatte a occuparsene.

Roberta Mori

L’inchiesta, partita dai servizi sociali, ha finito per coinvolgere anche alcuni esponenti della politica locale. Primo tra tutti il Sindaco Pd di Bibbiano: Andrea Carletti, ora agli arresti domiciliari. Adesso spunta anche il nome di Roberta Mori, consigliere regionale del Pd.

Il suo nome, estraneo alle indagini, è stato tirato in ballo da Andrea Galli, capogruppo Forza Italia in Regione Emilia Romagna. Per lui la Mori “dovrebbe fare un passo indietro e dimettersi dall’incarico“. Questo perché fu la Mori “a sostenere e appoggiare l’operato di una dei principali indagati dell’inchiesta, Federica Anghinolfi, invitandola in commissione regionale e a prendere il sistema degli affidi della Val D’Enza a modello per la regione per Mori quello di Bibbiano era un modello da esportare. E in commissione annunciò l’intenzione di promuovere in Val D’Enza un incontro pubblico della commissione, per ascoltare il territorio e condividere azioni di sistema”.

Roberta Mori, chi è la consigliera regionale Pd

Alla consigliera venne presentato, dall’Anghinolfi dell’ex Sindaco Carletti il Modello Val d’Enza nel lontano 2015. Alla Mori, come riporta il Giornale, venne presentata anche a Fadia Bassmaji, ex amante della Anghinolfi e attivista Lgtb indagata per maltrattamenti sui bambini. Roberta Mori è stata la prima relatrice della proposta di legge regionale contro l’omotransnegatività. Poi, nel maggio 2016, è stata relatrice del convegno Quando la notte abita il giorno. La metà dei relatori di quell’evento è finita nel registro degli indagati della Angeli e Demoni di Bibbiano. Ma la consigliera, all’oscuro di tutto quello che adesso sta emergendo, definì l’evento “Un esempio concreto di quello che è praticare la prevenzione e il contrasto alla violenza”.

Roberta Mori, inoltre, sosteneva e incoraggiava il modello del sistema della Val d’Enza, probabilmente senza mai essersi resa conto di cosa capitava veramente ai bimbi di Reggio Emilia. “Nel 2016 – continua Galli – ribadì anche il concetto affermando proprio in un convegno a Bibbiano che quella esperienza era esemplare per tutta la Regione. Si spinse ripetutamente a ringraziare pubblicamente la Anghinolfi per la sua dedizione. Ancora fu proprio la Mori a proporre di creare sul territorio un Centro specialistico sul trattamento dei minori vittime di violenza insieme all’Ausl di Reggio Emilia. Non può essere lei a presentare come relatrice il disegno di legge sulla omotransegatività sostenuto dal mondo Lgbt al quale la Anghinolfi faceva apertamente riferimento. Si astenga, almeno per prudenza, almeno per poter attendere dalla giustizia una verità sugli orribili fatti che stanno emergendo a Bibbiano”.

Bimbi di Bibbiano, uno scandalo di cui pochi parlano

La vicenda di Bibbiano, la vicenda di quei bimbi tolti ai legittimi genitori, è uno dei più grandi scandali della recente storia italiana. Sorprende, dunque, che pochi, quasi nessuno, ne parli. Alcuni sostengono che chi non ne parla è “amico dei colpevoli”. Questa, tuttavia, rischia di essere una spiegazione troppo semplicistica, se non proprio errata. La verità, purtroppo, è probabilmente destinata a essere addirittura peggiore.

Con tutta probabilità, infatti, alcuni giornali e alcuni media hanno scelto di non parlarne perché quasi tutti i protagonisti sono esponenti Lgtb o sostenitori dei diritti Lgtb. Dunque, i media potrebbero aver avuto paura di orientare l’opinione pubblica e far perdere quei pochi passi avanti fatti per la lotta alla parità dei diritti. Così facendo, però, commettono un grave errore: lasciano campo libero a coloro che sono più o meno contro molte delle battaglie Lgtb. Giornali o semplici persone che quindi effettivamente useranno la vicenda per “tirare acqua al proprio mulino”. Per questo, noi di CiSiamo.info, abbiamo deciso di parlare dei Bimbi di Bibbiano. Per raccontare la verità, condannare i colpevoli e spiegare che qui crimini ignobili commessi da pochi non possono condannare i molti che non c’entrano nulla.

Redazione CiSiamo
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