Voto di scambio, annullate le ordinanze di Procura e gip

Il Tribunale del Riesame di Roma annulla le ordinanze con cui la magistratura aveva decapitato l'amministrazione di Piedimonte San Germano.

Il Tribunale del Riesame di Roma annulla le ordinanze con cui, pochi giorni fa, la magistratura inquirente aveva di fatto decapitato l’amministrazione comunale in carica di un piccolo comune del Frusinate, Piedimonte San Germano, al culmine di una indagine per voto di scambio relativo alle ultime consultazioni elettorali. Non è un caso che l’altro nome del Riesame sia quello di Tribunale delle Libertà. Proprio su di essa quel particolare istituto della giurisprudenza italiana si pronuncia, la libertà, e su quella sola.

Voto di scambio

Nessun intervento nel merito delle indagini – colpevolezza o innocenza – ma solo sull’applicabilità o meno delle misure cautelari che ad esse spesso si accompagnano e che si misurano su tre soli parametri: fuga, inquinamento delle prove e reiterazione del reato. Cioè, la Procura chiede al Gip se in attesa di dimostrare la colpevolezza dell’indagato lo stesso debba stare in carcere, ai domiciliari, in altro soggiorno o debba firmare dalle FFOO.

Il Gip decide e il Riesame valuta, di solito dietro istanza delle difese, se ha deciso “bene”. E bene ha deciso nel caso delle sorti del sindaco di Piedimonte, Gioacchino Ferdinandi, del suo vice Leonardo Capuano e di un imprenditore che sarebbe stato, per l’accusa, il terminale di quel voto di scambio: il primo, allontanato dal comune e dalla carica, può tornare a risiedere ed esercitare le prerogative istituzionali, così come il secondo, messo ai domiciliari, mentre il terzo resta agli arresti in casa ma non più sotto cappello associativo, il che a ben vedere toglie molta polpa alla tesi accusatoria anche nella fase del merito. In soldoni, l’impianto accusatorio in quanto ad urgenza procedurale di quelle misure è stato letteralmente smontato.

La Procura della vicina Cassino aveva indagato su una complessa vicenda che, partendo dalle amministrative 2017, finite anch’esse con un fascicolo penale, un arresto ed un procedimento in corso, aveva preso in esame la possibilità che in paese, già teatro reiterato di episodi simili, si fossero fatte votare persone ad hoc, concedendo posti di lavoro dietro precise indicazioni d’urna, da rispettare pena la fine di quei contratti a tempo. Il Riesame ha sciolto una riserva durata più di 24 ore, dopo che si era riunito nella tarda mattinata di lunedì. Dal canto suo l’indagine resta in piedi, con altri iscritti a registro ma non gravati già in origine da provvedimenti di cautela.

Redazione CiSiamo
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