Andrea Camilleri è morto, Luca Zingaretti: “E alla fine mi hai spiazzato ancora”

Andrea Camilleri è morto al Santo Spirito di Roma dopo il malore accusato qualche settimana fa. Si è dunque spento all'età di 93 anni.

Andrea Camilleri è morto
Andrea Camilleri è morto

Andrea Camilleri è morto al Santo Spirito di Roma dopo il malore accusato il 17 giugno. Si è dunque spento all’età di 93 anni lo scrittore italiano tra i è più famosi e amati degli ultimi anni. Le condizioni si erano aggravate nei giorni scorsi. I funerali saranno strettamente riservati secondo il desiderio dello stesso scrittore. Il suo decesso, avvenuto attorno alle 8.20 di mercoledì 17 luglio, è stato comunicato dalla Asl di Roma 1. “Le condizioni sempre critiche di questi giorni si sono aggravate nelle ultime ore compromettendo le funzioni vitali. Per volontà del Maestro e della famiglia le esequie saranno riservate. Verrà reso noto dove portare un ultimo omaggio”.

Andrea Camilleri morto

Camilleri è stata una delle figure più prolifiche del panorama artistico-culturale dell’ultimo secolo. Sia come saggista che come scrittore. La sua carriera letteraria, in particolare, è stata incredibilmente proficua. A suo nome sono stati pubblicati oltre 100 libri. Anche in età avanza, Camilleri riusciva a scrivere almeno un libro all’anno, sempre ottenendo un gran successo tra il pubblico e la critica. E, a chi gli chiedeva come mai continuasse a scrivere anche all’età di 93 anni, aveva risposto: “Se potessi, vorrei finire la mia carriera seduto in una piazza a raccontare storie e alla fine del mio cunto passare tra il pubblico con la coppola in mano”.

Le opere

Il primo romanzo di Camilleri fu La forma dell’acqua, pubblicato nel 1994. Ma Camilleri è noto soprattutto per essere il padre del commissario più famoso d’Italia: Montalbano. Questo nome è un omaggio allo scrittore catalano Manuel Vázquez Montalbán, autore della serie di romanzi dell’investigatore privato Pepe Carvalho. Dai romanzi di Montalbano è nato un il personaggio omonimo di una delle serie televisive più note in Italia. L’attore, dal 1999, è Luca Zingaretti, fratello di Nicola Zingaretti, segretario del Partito democratico.

Per le sue opere, lo scrittore ha ricevuto parecchi riconoscimenti, tra cui il premio Campiello 2011 alla carriera. I suoi libri, tradotti in tutto il mondo, hanno venduto oltre 30 milioni di copie. Qualche tempo fa, in un’intervista, Camilleri aveva spiegato quale era per lui il dovere di ogni persona.

Insulti rivolti a Camilleri

Appena dopo il malore che lo aveva colpito poche settimane fa, Andrea Camilleri, oltre i messaggi di cordoglio e di auguri, ha ricevuto anche molti insulti. Tra questi è da ricordare quello del giornalista Vittorio Feltri. “Se muore – disse -, ci leviamo Montalbano dai c…. Montalbano”. Un’uscita, quella del direttore di Libero, che ha mandato su tutte le furie grande parte del popolo della rete. Non solo, ora a Camilleri verrà concesso il dovuto omaggio e, sicuramente, rivederemo presto in televisione il Commissario Montalbano. Alla faccia di Feltri.

Andrea Camilleri, in seguito anche ai recenti scontri con il Ministro dell’Interno Matteo Salvini, appena dopo il suo ricovero, è stato oggetto anche di insulti da molta parte del popolo del Web. Qualcuno, addirittura, un po’ come Feltri, si era augurato presto la sua morte.

Il ricordo del primo editore

L’Adnkronos ha riportato anche le parole di ricordo del primo editore che ha pubblicato Camilleri. “Lo ricordo bene come era, già allora con un’eterna sigaretta in bocca” dice all’AdnKronos Fioranna Casamenti Lalli, anima della Lalli Editore insieme al marito Antonio Lalli. La loro casa editrice pubblicò nel 1978 il primo romanzo di Camilleri, ‘Il corso delle cose’, diventato uno sceneggiato tv (‘La mano sugli occhi’) trasmesso l’anno dopo dalla Rai. Il romanzo non ebbe nessuna risonanza e venne ripubblicato da Sellerio vent’anni dopo, nel 1998, proprio mentre esplodeva il ‘fenomeno’ Montalbano. “Non potevamo saperlo – spiega Casamenti Lalli – ma con quel romanzo Camilleri iniziava di fatto la sua fortunata carriera di autore di gialli ambientati in una Sicilia più o meno fantastica, scritti in un siciliano più o meno fedele. Quel Camilleri, che poi è quello che oggi tutti conoscono, lo tenemmo a battesimo noi”.

Le prime dichiarazioni politiche

Non si è fatta attendere la dichiarazioni di Nicola Zingaretti. “Oggi scompare una voce unica e meravigliosa – ha scritto su Facebook -. Andrea Camilleri, con i suoi romanzi e con la sua presenza pubblica, è stato capace di suscitare un sentimento di vicinanza quasi familiare in una moltitudine di persone. Abbiamo perso molto più di un grande scrittore. Resterà la bellezza dei suoi racconti, dei suoi paesaggi e del suo raccontare i risvolti della vita. Quella lingua tagliente e fantasiosa che anima ogni suo scritto, ma mancheranno tantissimo l’intelletto sottile di Camilleri e quella corda di pessimismo civile che risuona nei grandi siciliani”.

“Camilleri è stato infatti un eccezionale narratore, una figura pubblica amata e, insieme, uno spirito critico del Paese, uomo libero, sempre pronto a mettersi in gioco, senza calcoli e opportunismo, in difesa dei diritti e della giustizia. Grazie Maestro, per tutto quello che ci hai dato con immensa generosità, passione e intelligenza“.

Il commento di Matteo Renzi e Luigi Di Maio

Mentre Matteo Renzi scrive: “Un grande uomo di cultura che ha educato alla lettura donne e uomini di tutto il mondo. Un grande italiano. Rip #Camilleri”. E anche di Luigi Maio si è unito al cordoglio: “Una triste notizia per la Sicilia, che perde un suo figlio, e per l’Italia, che vede andarsene un suo magnifico maestro di vita. Addio Andrea Camilleri, ci mancherai”.

Poche parole da parte di Salvini

Anche Matteo Salvini ha voluto commemorare Andrea Camilleri, con poche parole ma corredate da una foto dello scrittore. “Addio ad Andrea Camilleri, papà di Montalbano e narratore instancabile della sua Sicilia”.

Il ricordo di Luca Zingaretti

Luca Zingaretti, l’attore che ha dato il volto al Commissario Montalbano nella serie televisiva di Rai 1, ha affidato il suo messaggio di cordoglio a Instagram. “E alla fine mi hai spiazzato ancora una volta e ci hai lasciato, scrive l’attore.” Nonostante le notizie sempre più tragiche, ho sperato fino all’ultimo che aprissi gli occhi e ci apostrofassi con una delle tue frasi, tutte da ascoltare, tutte da conservare. E invece è arrivato il momento di ricordare. Di cercare le parole per spiegare chi sarà per sempre per me Andrea Camilleri. Un Maestro prima di tutto, un uomo fedele al suo pensiero sempre leale, sempre dalla parte della verità che ha raccontato tutti noi e il nostro paese”.

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E alla fine mi hai spiazzato ancora una volta e ci hai lasciato. Nonostante le notizie sempre più tragiche, ho sperato fino all’ultimo che aprissi gli occhi e ci apostrofassi con una delle tue frasi, tutte da ascoltare, tutte da conservare. E invece è arrivato il momento di ricordare. Di cercare le parole per spiegare chi sarà per sempre per me Andrea Camilleri. Un Maestro prima di tutto, un uomo fedele al suo pensiero sempre leale, sempre dalla parte della verita’ che ha raccontato tutti noi e il nostro paese. Mancherai. È inevitabile, è doveroso. Per la tua statura artistica, culturale, intellettuale e soprattutto umana. Le tue parole resteranno sempre con la stessa semplicità e con l’immensa generosità e saggezza con cui le hai condivise, da mente libera e superba quale sei. Ma soprattutto mancherai a me perché in tutti questi anni meravigliosi in cui ho incrociato la mia vita con quella del commissario, mi sei stato amico. Ho avuto la strana sensazione che bastasse un tuo tratto di penna a cambiare la mia vita. Ho vissuto accanto a te, nel tuo mondo, quello che avevi creato, quello che ti apparteneva perché uno scrittore non può che riportare se stesso nelle cose che scrive. E ho imparato tantissimo. Il rispetto per le persone, tutte, per se stessi, e per le persone deboli. Perchè il tuo commissario è così che la pensa. A volerti bene no. Quello già sapevo farlo dai tempi dell’accademia, quando non ci trattavi da allievi, ma piuttosto da colleghi. Ho imparato che il valore delle persone non c’entra nulla con quello che guadagnano, con le posizioni che ricoprono, con i titoli che adornano il loro cognome: le persone si valutano per quello che sono. Adesso te ne vai e mi lasci con un senso incolmabile di vuoto, ma so che ogni volta che dirò, anche da solo, nella mia testa, “Montalbano sono!” dovunque te ne sia andato sorriderai sornione, magari fumandoti una sigaretta e facendomi l’occhiolino in segno di intesa, come l’ultima volta che ci siamo visti a Siracusa. Addio maestro e amico, la terra ti sia lieve! Tuo Luca

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Mancherai. È inevitabile, è doveroso. Per la tua statura artistica, culturale, intellettuale e soprattutto umana” prosegue Zingaretti. “Le tue parole resteranno sempre con la stessa semplicità e con l’immensa generosità e saggezza con cui le hai condivise, da mente libera e superba quale sei. Ma soprattutto mancherai a me perché in tutti questi anni meravigliosi in cui ho incrociato la mia vita con quella del commissario, mi sei stato amico. Ho avuto la strana sensazione che bastasse un tuo tratto di penna a cambiare la mia vita”.

“Imparato tantissmo”

Ho vissuto accanto a te, nel tuo mondo, quello che avevi creato, quello che ti apparteneva perché uno scrittore non può che riportare se stesso nelle cose che scrive. E ho imparato tantissimo”, ricorda ancora l’attore. Il rispetto per le persone, tutte, per se stessi, e per le persone deboli. Perché il tuo commissario è così che la pensa”. “A volerti bene no. Quello già sapevo farlo dai tempi dell’accademia, quando non ci trattavi da allievi, ma piuttosto da colleghi. Ho imparato che il valore delle persone non c’entra nulla con quello che guadagnano, con le posizioni che ricoprono, con i titoli che adornano il loro cognome: le persone si valutano per quello che sono”, scrive Luca Zingaretti.

“Adesso te ne vai e mi lasci con un senso incolmabile di vuoto, ma so che ogni volta che dirò, anche da solo, nella mia testa, ‘Montalbano sono!’ dovunque te ne sia andato sorriderai sornione, magari fumandoti una sigaretta e facendomi l’occhiolino in segno di intesa, come l’ultima volta che ci siamo visti a Siracusa. Addio maestro e amico, la terra ti sia lieve! Tuo Luca”, conclude l’attore.