Niccolò Ciatti morto nel pestaggio a Lloret de Mar: al via il processo

Al via il processo per la morte di Niccolò Ciatti, ucciso a calci e pugni da tre ceceni il 12 agosto 2017 a Lloret de Mar

Niccolò Ciatti
Niccolò Ciatti

Niccolò Ciatti aveva solo 22 anni quando venne ucciso a calci e pugni in una discoteca di Lloret de Mar, in Spagna, il 12 agosto 2017. Gli aggressori erano tre ceceni coetanei del ragazzo, che ora finiranno in Tribunale per il processo, a quasi due anni di distanza dall’assassinio. Sarà proprio il porcesso a stabilire chi dei tre abbia sferrato quel calcio alla testa che ha decretato la morte di Niccolò.

“Giustizia per Niccolò Ciatti”

Il padre, Luigi Ciatti, chiede su Facebook “Giustizia per Niccolò”.

Al processo “Ci saremo io Cinzia e Sara ma con noi ci sarai anche tu Niccolò”, scrive ancora il padre. “Domani affronteremo questa prima prova, forse avremo accanto a noi due dei tre assassini che ti hanno tolto la vita ma saremo forti perché dobbiamo arrivare ad avere giustizia, una giustizia che tolga dalla strada questi balordi, una giustizia che meriti…”.

Il racconto degli aggressori

Uno dei tre aggressori, Khabiboul Khabatov, era stato intervistato da Le Iene due mesi dopo la vicenda. “Io non mi sento in colpa per quello che è successo, aveva detto. “In discoteca non siamo entrati per divertirci ma per parlare di lavoro. Appena entrati siamo passati vicini al gruppo di Niccolò Ciatti e uno di loro ha spinto il piccolo Vandam”, aveva raccontato, riferendosi al 24enne Rasul Bisultanov, l’unico dei tre ancora in carcere in Spagna. Il 20enne ceceno aveva raccontato la sua versioen dei fatti, secondo cui era stato Ciatti ad attaccare briga, e Rasul, sotto l’effetto di alcol e droga si era sentito minacciato dagli amici di Niccolò. “Probabilmente per questo ha perso il controllo”, aveva spiegato Khabatov.

La versione degli amici di Niccolò Ciatti

Racconto contrastante con quello degli amici del 22enne, i quali hanno raccontato alle Iene un’altra versione dei fatti. “Eravamo in pista a ballare e arrivano questi tre. Erano veramente grossi, hanno iniziato a discutere con Niccolò, ma non so perché. Poi uno di loro, quello con la maglietta rossa, lo ha aggredito. Lo ha preso per il collo”. Andrea, uno degli amici, aveva poi detto di essere corso in aiuto di Niccolò, e a quel punto di essere stato aggredito a sua volta: “Infatti nel video si vede che io e Nicco siamo stesi a terra“. “Poi in pista si è formato un cerchio enorme, sembrava un ring. Poi è arrivato a Niccolò un calcio a una tempia, come fosse tirato a un pallone”

Redazione CiSiamo
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