Rocco Morabito evaso: tre persone lo avrebbero aiutato nella fuga

Tre persone sono state arrestate con l'accusa di aver aiutato l'evasione del boss della 'ndrangheta Rocco Morabito dal carcere

Rocco Morabito evaso
Rocco Morabito evaso

Li hanno arrestati a Montevideo, in Uruguay, e l’Interpol li indica come i fiancheggiatori del boss ‘ndranghetista Rocco Morabito, evaso lo scorso 23 giugno proprio da un carcere cittadino. Si tratta di due russi e di un italiano, ameno secondo quanto riferito dal quotidiano “El Observator” e poi ripreso da Cronache della Campania. Il terzetto avrebbe agevolato l’evasione del super boss la cui fuga aveva fatto tanto scalpore in Sud America e soprattutto in Italia, dove il ministro Salvini aveva definito quella rocambolesca fuga un fatto sconcertante”.

Rocco Morabito evaso dal carcere: in tre lo avrebbero aiutato

Il blitz di polizia uruguagia ed Interpol era scattato all’interno di un ristorante cittadino, Eatalian Style, in zona Pocitos. Le forze dell’ordine avevano fatto irruzione nel locale vuoto ed avevano ammanettato proprietari e cuoca. Nelle stesse ore le forze dell’ordine avevano riacciuffato tutti gli altri detenuti che erano evasi con Morabito, che resta l’unico ancora a piede libero. In particolare, fra loro Sebastian Acosta e Bruno Diaz avevano compiuto con Morabito l’acrobazia che li aveva portati dal V piano del carcere fino al terrazzo di un edificio adiacente. Sette ore di buio assoluto in quanto a tempi di reazione avevano poi garantito agli evasi un ampio margine per dileguarsi. Senza contare che i detenuti avevano le celle aperte e condividevano lo stesso piano, pur essendosi addensati già pesanti sospetti sulla possibilità che il capo mafia calabrese stesse escogitando qualcosa di losco.

I nuovi elementi

Ma c’è un ulteriore elemento che ha messo l’Interpol forse sulla pista giusta e, conseguentemente, ha portato i suoi agenti ad arrestare i fiancheggiatori di Morabito: i secondini non erano presenti in ballatoio per il turno di sorveglianza e proprio nelle ore della fuga un tribunale aveva disposto il ritiro di tutte e sedici le telecamere di sorveglianza al piano. Morabito è stato aiutato dall’interno e proprio l’interrogatorio che in queste ore si  tenuto a carico dei due russi e soprattutto dell’italiano presumibilmente coinvolto nella sua fuga alla Papillon potrebbe far luce sia sulle dinamiche di quella beffarda evasione che sul luogo dove ora, il boss della ‘ndrangheta se la ride.

Redazione CiSiamo
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