Maria Licciardi non è più latitante: il riesame annulla tutto

Maria Licciardi, la boss di Secondigliano scappata prima del blitz, non è più latitante grazie al suo avvocato che ha fatto cadere l'impianto accusatorio

Maria Licciardi
Maria Licciardi


Clamoroso, fuori di ogni sensazionalismo giornalistico. Maria Licciardi, “A Peccerella”, indicata in più di un fascicolo dell’Antimafia come la referente apicale dell’Alleanza di Secondigliano e latitante da 12 giorni a seguito della sua irreperibilità dopo l’ultimo blitz in capo al clan, non è latitante, o almeno non lo è più: da 24 ore è una donna libera e nessun gravame procedurale è a suo carico.

Maria Licciardi libera

Merito di un disposto a sorpresa con la quale il Tribunale del Riesame di Napoli, in composizione alla sua XII Sezione, ha annullato in tutto l’ordinanza di custodia cautelare che aveva colpito la donna nell’ambito dell’operazione con cui erano finite in manette oltre 120 persone. Su Maria Licciardi quindi non pende più alcuna accusa ipotetica e, di conseguenza, non esistono a suo carico esigenze cautelari tali da far qualificare la sua irreperibilità come latitanza.

Il lavoro dell’avvocato

Ovunque si fosse nascosta la Licciardi dopo quel raid nel corso del quale gli inquirenti non l’avevano trovata a casa sua, la Licciardi ora è libera di uscire allo scoperto. A perorare in favore della libertà della donna, come informa Cronache della Campania, una meticolosa istanza presentata nei giorni scorsi dal legale di fiducia della boss (che resta censita come tale in virtù di pregressi giudiziari di maggior successo procedurale), avvocato Dario Vannetiello.

La toga partenopea aveva impugnato il fascicolo della Procura con cui, nel mettere in tacca di mira i clan Licciardi, Contini, Bosti e Mallardo, aveva indicato nella sua assistita la donna di punta di quel sodalizio. Il decreto di latitanza che era seguito dalla constatazione empirca della sua irreperibilità era finito al centro, indirettamente, delle argomentazioni con cui in punto di diritto il legale aveva smontato l’impianto accusatorio originario; caduto quello, era venuta meno l’esigenza di arrestare la donna e, con essa, la configurazione della sua sottrazione alle maglie della giustizia.

Cosa succede ora

A nulla è servito, proceduralmente, un gravame precedente che aveva visto la Licciardi già condannata per la specifica accusa di essere la “generalessa” dell’Alleanza secondiglianese e quindi certificata come tale; nello specifico dell’indagine che aveva portato agli arresti di inizio luglio, quella “patente” è nulla, almeno ai fini dell’arresto della donna per esigenze di fuga, reiterazione del reato o inquinamento delle prove. Maria Licciardi è indagata ma potrà difendersi a piede libero e senza essere bollata come fuggitiva. Anche se nel 2000 fu inserita nell’elenco dei latitanti più ricercati del paese.

Redazione CiSiamo
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