Talpa in Procura, arriva la condanna per una donna

Le condanne per la talpa della Procura di Roma e per altre persone che erano nel giro della divulgazione di informazioni interne.

Omicidio Bologna, fermato un uomo in treno
Omicidio Bologna, fermato un uomo in treno (foto di repertorio)

L’hanno definita la “talpa” all’interno della Procura. Simona Amadio è stata condannata a otto anni di carcere. La donna era in servizio presso l’ufficio di un procuratore aggiunto. È stata accusata di aver funto da informatrice, a partire da ottobre 2017, per l’imprenditore Carlo D’Aguano. Dalle informazioni, riportate sull’AdnKronos, si evince che il titolare di bar e sale giochi sia ritenuto vicino alla Camorra: questo è quanto emerso dalle attività investigative.

Talpa in Procura, le altre condanne

La decisione del Tribunale di Roma ha disposto dieci condanne anche per altri appartenenti alle forze dell’ordine. Eseguita la fine del rapporto di lavoro con i rispettivi enti preposti alla sicurezza pubblica. La richiesta del Pm Nadia Plastina era di 8 anni e mezzo di reclusione. L’imprenditore D’Aguano, secondo l’AdnKronos, ha ricevuto nove anni di condanna. Il compagno della Amadio, Angelo Nalci, è stato condannato a sei anni (all’epoca dei fatti addetto all’ufficio scorte alla Questura di Roma).

Le accuse e la metodologia di divulgazione delle informazioni

Condanna a sei anni anche per il poliziotto Francesco Macaluso. Le accuse, a vario titolo, sono di accesso abusivo al sistema informatico, rivelazioni di segreti di ufficio e corruzione per esercizio della funzione. A questi bisogna aggiungere anche la corruzione per atti contrari ai doveri di ufficio.

Redazione CiSiamo
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