Autista Cotral picchia un immigrato sul bus: ora rischia grosso

Un autista della Cotral ha picchiato un immigrato che non voleva scendere dal bus al capolinea, e ora a suo carico c'è un procedimento disciplinare

Autista Cotral
Autista Cotral

Il video, ormai virale, che ritrae l’autista di un bus Cotral mentre nel Cassinate picchia brutalmente un immigrato che si era rifiutato di scendere ad un capolinea, sarebbe “solo la parte finale” di una sequenza di fatti che “ha avuto uno svolgimento più complesso da come è stato percepito”.

Tutto questo “senza minimamente giustificare, in ogni parte e secondo ogni ottica”, la gravità della condotta del dipendente, che rischia il licenziamento. A parlare una fonte interna alla vicenda, che ha voluto spiegare come in quelle circostanze e grazie ai social si arrivi sempre ad “avere in disponibilità le parti più crude di una storia, che hanno ovviamente più presa su chiunque abbia un telefonino, ma senza contestualizzare i fatti”. Fatti che però, in barba ad ogni contestualizzazione, parlano fin troppo chiaro, con una notizia che sta facendo il giro dei media.

Autista Cotral picchia un immigrato: cosa è successo

E’ tarda serata, siamo su un pullman della Cotral e il mezzo è diretto da Ferentino a Cassino, ma in realtà ha fine corsa presso lo stabilimento Fca di Piedimonte San Germano. Uno straniero presente a bordo si rende conto di essere su un mezzo che non ferma a Cassino ma almeno dieci chilometri prima e decide di restare seduto al suo posto anziché scendere. Chiede di essere portato a Ceccano – un altro paese della Ciociaria – ma l’autista lo fa scendere a suon di calci e violentissimi pugni al volto, gli chiude la porta in faccia e va via, il tutto mentre un operaio della Fca filma l’aggressione, posta il video e consegna l’autista ad una gogna che, in punto di etica, si merita tutta.

I minuti precedenti all’aggressione

La faccenda però avrebbe avuto delle nuances che secondo la fonte andrebbero comunque considerate, anche se non rappresentano neanche in minima parte, a parere della stessa e di chi ne ha raccolto la testimonianza, appiglio per giustificare l’accaduto: “L’immigrato stava urlando e sbraitando da molto tempo prima dell’aggressione ed era in uno stato di palese alterazione psichica, tanto che, pur essendo l’autista una persona molto robusta e di grosse dimensioni, i suoi pur violentissimi pugni sembrano colpire il segno ma senza scalfire la tempra generale del passeggero, che sul sedile alternava stati di sovraeccitazione a momenti quasi di catalessi. Pare che ci fossero stati problemi anche nei minuti precedenti al fatto, quando all’uomo era stato spiegato, invano, che il mezzo si sarebbe fermato di lì a poco, ma l’autista, che non è giustificabile per la parte finale della sua reazione ha avuto comunque la sfortuna di incappare, quella sera, alla guida di un mezzo obsoleto. Non dotato cioè delle telecamere interne che invece sui nuovi mezzi assicurano alla direzione ed eventualmente alle FFOO di visionare tutto ciò che accade nei pullman”.

Cosa rischia ora l’autista

La Cotral, che da tempo segue una politica attiva di inflessibile ed assoluta ricusazione di ogni forma di violenza e/o discriminazione, ha avviato un procedimento disciplinare contro l’autista che, dal canto suo, ha ritenuto di dover verbalizzare la sua versione dell’accaduto davanti ai carabinieri competenti, quelli della Compagnia di Cassino.

Redazione CiSiamo
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