Francesco Bellomo, arrestato l’ex magistrato: è accusato di maltrattamenti

L'ex magistrato Francesco Bellomo è stato arrestato dai Carabinieri. Al momento gli sono stati concessi i domiciliari: l'accusa è di maltrattamenti.

Francesco Bellomo
Francesco Bellomo

Francesco Bellomo, ex magistrato del Consiglio di Stato, nonché docente del corsi post-universitari per la preparazione al concorso in magistratura, è stato arrestato. La Procura della Repubblica di Bari ha eseguito la misura cautelare con gli arresti domiciliari. Le accuse rivolte all’uomo riguarderebbero presenti maltrattamenti e molestie sessuali nei confronti delle allieve del corso.

Francesco Bellomo arrestato, le indagini

Il provvedimento è stato emesso dal gip del Tribunale di Bari. Gli inquirenti credono che abbia abusato del ruolo di docenti dei corsi con tanto di borse di studio offerte dalla società. L’obiettivo, secondo le indagini, sarebbe quella di avvicinare le allieve esercitando un potere di controllo personale e anche sessuale. Bellomo «avrebbe imposto una serie di obblighi e di divieti. Tra questi vi è l’obbligo di fedeltà nei confronti del direttore scientifico oppure il divieto di avviare o mantenere relazioni intime. Le persone avrebbero dovuto raggiungere un determinato punteggio attribuito secondo l’insindacabile giudizio dello stesso Bellomo».

Agghiaccianti le conversazioni tra Bellomo e le allieve: «Non voglio rovinare anni di lavoro senza darti una chance. Venerdì sera, quando entro in stanza, ti metti in ginocchio e mi dici ‘ti chiedo perdono, non lo farò mai più’. Non ha il significato della sottomissione, ma della solennità. Con le forme rituali»

Il “regolamento” di Bellomo

Bellomo aveva stilato un vero e proprio codice. Un regolamento che le borsiste erano obbligate a rispettare. Veniva imposto «il divieto di contrarre matrimonio a pena di decadenza automatica dalla borsa». Dovevano poi «attenersi ad un dress code suddiviso in `classico´ per gli `eventi burocratici´, `intermedio´ per `corsi e convegni´ ed `estremo´ per `eventi mondani´». Dovevano «curare la propria immagine anche dal punto di vista dinamico (gesti, conversazione, movimenti), onde assicurare il più possibile l’armonia, l’eleganza e la superiore trasgressività al fine di pubblicizzare l’immagine della scuola e della società».

L’abbigliamento prevedeva «gonna molto corta (1/3 della lunghezza tra giro vita e ginocchio). Sia stretta che morbida + maglioncino o maglina, oppure vestito di analoga lunghezza». Il dress code imponeva infine «gonne e vestiti di colore preferibilmente nero o, nella stagione estiva, bianco. Nella stagione invernale calze chiare o velate leggere, non con pizzo o disegni di fantasia. Cappotto poco sopra al ginocchio o piumino di colore rosso o nero, oppure giacca di pelle. Stivali o scarpe non a punta, anche eleganti in vernice, tacco 8-12 cm a seconda dell’altezza, preferibilmente non a spillo. Borsa piccola. Trucco calcato o intermedio, preferibilmente un rossetto acceso e valorizzazione di zigomi e sopracciglia; smalto sulle mani di colore chiaro o medio (no rosso e no nero) oppure french».

Le accuse di calunnia a Conte

Accusato anche calunnia nei confronti dell’attuale capo del Governo Giuseppe Conte. All’epoca dei fatti Conte era vice del Consiglio di presidenza della giustizia amministrativa. Accusato anche da Concetta Plantamura in quali di componente dello stesso organismo. Bellomo chiese al Tribunale di Bari un risarcimento danni accusandoli «in modo strumentale e illegale».

Redazione CiSiamo
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