Attore di Gomorra denuncia: “Stanno facendo morire mio fratello”

Una giustizia che tarda ad arrivare e per la quale "stanno lasciando morire mio fratello". Lo comunica, Gaetano Di Vaio, attore e coproduttore di Gomorra.

Attore di Gomorra denuncia
Attore di Gomorra denuncia

Una giustizia che tarda ad arrivare e per la quale “stanno lasciando morire mio fratello”. Che a detta di lui, Gaetano Di Vaio, attore e coproduttore di Gomorra, fiction di successo nella quale interpreta il luogotenente di Pietro Savastano chiamato”Baroncino”, è in galera per motivi giusti ma non tali da giustificare una detenzione che lo sta conducendo al cimitero. Fu lo stesso Gaetano a fare arrestare suo fratello, affetto da gravi problemi di alcol, dopo una serie di maltrattamenti in famiglia culminati con il tentativo di far esplodere l’appartamento di Scampia dove viveva con moglie e figli.

Attore di Gomorra denuncia: “Stanno facendo morire mio fratello”

Tuttavia ci sono aspetti di quella detenzione che l’attore e produttore proprio non riesce a capire. “Mio fratello Antonio – ha scritto Di vaio sul suo profilo Fb – da me stesso fatto arrestare per salvarlo dall’alcol in questo momento tenuto ‘sequestrato’ dalla giustizia italiana (sesta sezione Gip Tribunale di Napoli) nonostante versi in gravissime condizioni di salute, tali da renderlo incompatibile con il regime di detenzione in carcere presso l’ospedale Cardarelli dove è piantonato da ben 4 agenti di polizia penitenziaria nonostante la sua totale incapacità di nuocere al prossimo. Mio fratello è un incensurato. Non era un delinquente abituale (anche se lo fosse stato, il principio del diritto vale per tutti). Non capiamo perché tutto questo accanimento contro un uomo che ha subito tre gravissimi interventi chirurgici allo stomaco ed è in costante pericolo di vita. Nel corso della mia vita – prosegue Di Vaio – sulla mia pelle ho imparato che esiste una differenza tra norma e Diritto. Lo so che può sembrare strano, ma una norma può essere giusta o ingiusta, bene o male interpretat a. Il Diritto no, il Diritto è un concetto alto che presume la tutela in ogni caso della vita e della salute. Io credo che il caso di Antonio Di Vaio dovrebbe essere considerato sotto quest’ultimo punto di vista, trattato alla luce dei principi del Diritto. Il GIP che segue il caso di mio fratello – spiega Di Vaio – ha rigettato l’istanza di attenuazione della misura cautelare nonostante è dichiarato da medici e polizia penitenziaria (che ringrazio per l’umanità mostrata verso mio fratello e verso noi familiari) in condizioni cliniche disperate, per nulla incompatibile con l’attuale misura cautelare. Ricordo, per chi meno conosce il codice penale, che la custodia cautelare è possibile solo se c’è il concreto rischio di reiterazione del reato, dell’inquinamento delle prove e pericolo di fuga. Tutte e tre le ipotesi sono crollate dal momento in cui mio fratello ha subito il primo intervento chirurgico allo stomaco in codice rosso circa 15 giorni fa. Noi, ingenui ed incapaci di affrontare, lo abbiamo dato in pasto alla “giustizia”. Ma chi sta facendo questo, non rappresenta la giustizia. Giudice per le indagini preliminari – chiosa il produttore di Gomorra – non ci fermeremo davanti alla tua arbitraria gestione del diritto. Il trattamento inumano e degradante per la persona detenuta è vietato dai nostri principi democratici”.

Redazione CiSiamo
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