Frustate agli affiliati del clan che “sgarravano”

Frustate agli affiliati che sgarravano o che esageravano nelle loro pantomime criminali, in un cortile, con il colpevole legato a un palo.

Alleanza di Secondigliano
Alleanza di Secondigliano

Frustate agli affiliati che sgarravano o che esageravano nelle loro pantomime criminali, in un cortile, con il colpevole legato a un palo e guardiani del clan che sorvegliavano l’esterno mentre scattava la punizione. In seno alla camorra dell’Arenaccia era Nicola Rullo a tenere lo scudiscio in mano. Letteralmente. Emerge un quadro più che fosco dall’ennesimo stralcio delle intercettazioni con cui una settimana fa l’Antimafia di Napoli aveva scardinato l’Alleanza di Secondigliano.

Frustate agli affiliati del clan che “sgarravano”

Al centro di quello scenario splatter l’ex latitante Nicola Rullo, braccio destro del boss Edoardo Contini che ha la governance di uno dei tre clan incappati nel blitz, assieme ai Licciardi e ai Mallardo. Dalle ultime intercettazioni emergono innanzitutto elementi strategici importantissimi. Primo, un comparaggio certificato, in quanto a business sulla droga, con la ‘Ndrangheta. Secondo, una dirigenza centrale legata non solo a finalità criminali comuni, ma irrobustita anche dalle parentele fra i membri dei diversi clan implicati.

A fare da collante le tre sorelle Aieta, Maria, Anna e Rita, che sono le rispettive moglie di Francesco Mallardo, Edoardo Contini e Patrizio Bosti (Stylo 24). Come nelle casate reali del Settecento insomma, quando le alleanze fra nazioni si suggellavano a suon di matrimoni. La figura di Nicola Rullo, detto “O ‘Nfamone”, cioè il cattivissimo, proprio per questa sua verve da truculento punisher, emerge da quegli atti in occasione di un super summit ad Ostia. Ciro De Magistris, uno dei collaboratori di giustizia che di fatto ha permesso di dare polpa procedurale ad oltre il 40% dell’indagine generale, ha definito ruoli, strategie e perfino indole ed attitudini dei protagonisti di questa complessa vicenda giudiziaria che non smette di riservare sorprese. Secondo De Magistris Rullo è un vero animale. Classe ’70, braccio destro de “O Romano” Edoardo Contini, è uno che non le manda a dire, forse il più “teatrale” fra gli arrestati nel mega blitz, che invece si contraddistinguono più o meno tutti per i tratti volutamente discreti del loro agire criminale.

Rullo no, lui comandava l’Arenaccia e lì le cose si fanno per farle vedere e sentire a tutti, in modo che a nessuno venga più in mente di uscire dai ranghi. Si guadagnò i galloni di luogotenente dopo una lunga “corsa alla promozione” con Mimmo Festa, ma vinse lui. Perché? Semplicemente perché era più violento: “Lui, se doveva punire qualcuno, lo convocava, con i suoi uomini lo chiudeva in un cortile, e lo legava per poi frustarlo. Mi ricordo che spesso ciò avveniva nel cortile di alcuni palazzi posti nella zona dell’ospedale Loreto Mare. Così puniva i suoi uomini che magari si comportavano male, o qualche giovane che aveva fatto qualche scippo che magari non doveva fare”.

Redazione CiSiamo
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