Strage Bologna, cambia tutto: innesco trovato racconta una verità diversa

La Strage di Bologna potrebbe non essere una strage di matrice fascista. I tecnici hanno infatti scoperto, durante una nuova perizia sull'esplosivo utilizzato, qualcosa che potrebbe ribaltare tutto.

La Strage di Bologna potrebbe non essere una strage di matrice fascista. I tecnici hanno infatti scoperto, durante una nuova perizia sull’esplosivo utilizzato, qualcosa che potrebbe ribaltare tutto. Si tratta di un interruttore, del tutto simile a quello che venne ritrovato nella valigia della terrorista del gruppo di Carlos Christa Margot Frolich a Fiumicino nel 1982

Strage Bologna

Come riporta la Adnkrons, l’interruttore è di tipo “on-off”. Su di esso è stata ritrovata l’impronta dell’esplosivo, che è incompatibile non solo con qualsiasi deviatore presente nella sala d’aspetto di seconda classe della stazione di Bologna dove venne posizionata la valigia contenente l’ordigno ma, anche, con materiale appartenente alle Ferrovie.

Questo interruttore, simile a quello per i tergicristalli delle auto, è stato trovato dall’esplosivista geominerario Danilo Coppe nel mucchio di materiale di risulta che venne ammassato all’epoca. E sarebbe compatibile con un interruttore di sicurezza artigianale realizzato da chi ha costruito l’ordigno.

Cosa è successo

Il reperto racconta dunque un’altra verità rispetto a quella che conoscevamo. Potrebbe, infatti, finire per dare ragione a quanto ipotizzato dall’ex presidente della Repubblica, Francesco Cossiga. Quest’ultimo parlò di un trasporti finito male. “La strage di Bologna è un incidente accaduto agli amici della ‘resistenza palestinese’. Questa era autorizzata dal ‘lodo Moro’ a fare in Italia quel che voleva purché non contro il nostro Paese. Si fecero saltare colpevolmente una o due valigie di esplosivo”. In pratica, non centrerebbero nulla i “neri”.

Redazione CiSiamo
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