“Verità per Giulio Regeni”, lo striscione di Amnesty International rimosso dai comuni

Sono molti ormai i comuni che, soprattutto dopo il cambio di giunta, hanno deciso per la rimozione dello striscione "Verità per Giulio Regeni"

Verità per Giulio Regeni striscione
Verità per Giulio Regeni striscione

Si tratta di una vicenda non più di attualità e poi, tra l’altro, in centro storico ci stava anche male dal punto di vista estetico, tutto impolverato“, ha detto il sindaco di Sassuolo per giustificare la rimozione dello striscione “Verità per Giulio Regeni” dal Palazzo del Comune. Questa la dichiarazione del neo sindaco leghista Gian Francesco Menani al Resto del Carlino, secondo cui lo striscione stava male, nel centro storico della città, e poi “non aveva più senso tenere ancora lì quello striscione”. Anche se ci ha tenuto a precisare che “Resta ferma la nostra solidarietà alla famiglia Regeni”.

La campagna di Amnesty International per Giulio Regeni

Lo striscione, nella città del modenese, era stato affisso nel 2016 dalla giunta guidata dal centro-sinistra con Claudio Pistoni. Sassuolo aveva aderito ad una campagna di Amnesty International lanciata in quell’anno, che chiedeva ai comuni italiani, enti amministrativi, Università e luoghi di cultura in generale, di esporre lo striscione “Verità per Giulio Regeni”. L’obiettivo era smuovere le coscienze e far sì che l’inchiesta non venisse dimenticata. All’inziativa avevano aderito numerosissimi comuni italiani e altrettanti luoghi di interesse culturale e istituzionale

I comuni che hanno tolto lo striscione “Verità per Giulio Regeni”

E tuttavia, quello di Sassuolo è solo l’ultimo in ordine di tempo di una serie di comuni che, soprattutto dopo un cambio di amministrazione locale, hanno deciso di togliere lo striscione per Giulio Regeni.

Trieste

Il caso di Trieste precede di pochissimo quello di Sassuolo. Qui, il Presidente della Regione leghista Massimiliano Fedriga, eletto nel 2018 al posto di Deborah Serracchiani, ha deciso di togliere lo striscione dal Palazzo della Regione per far spazio agli addobbi per gli europei di calcio under 21. Una decisione, la sua, che ha scatenato non poche polemiche, anche se Fedriga si è giustificato sostenendo di averlo fatto “per sensibilità”.

Montichiari

Con le elezioni comunali 2019 è cambiata la giunta anche a Montichiari, che ha visto trionfare il centro-destra. E anche qui, come a Sassuolo, il neo sindaco Marco Togni ha deciso di togliere lo striscione. La giustificazione è che si tratta di un caso “di competenza dello Stato e non del Comune di Montichiari”.

Ferrara

Di poco precedente è anche il caso di Ferrara, che si è verificato a ridosso delle elezioni comunali. Qui, la Lega ha vinto al ballottaggio. Il neo sindaco Alan Fabbri aveva parlato di una “sfida storica” non solo per Ferrara ma per tutta la “storia politica dell’Emilia Romagna”. E per festeggiare una tale vittoria storica, i militanti della Lega avevano pensato bene di appendere il vessillo del partito sopra lo striscione per Giulio Regeni. Proprio sullo scalone del palazzo municipale. Ma a Ferrara lo striscione per il ricercatore ucciso in Egitto era già scomparso nell’agosto del 2017. Era stato ritrovato 48 ore dopo, poco lontano.

Pisa

Anche Pisa aveva aderito alla campagna di Amnesty International per Giulio Regeni. Ma nel luglio 2018 anche qui lo striscione scomparve dalla facciata del Palazzo del Comune, ad opera dell’amministrazione leghista che era appena stata eletta. Il sindaco Michele Conti aveva precisato che la decisione era temporanea. Lo striscione era stato tolto infatti per far spazio “alle bandiere per il gioco del Ponte”. E a differenza di Trieste, dove Fedriga ha specificato che non verrà più affisso, a Pisa lo striscione era ricomparso dopo qualche giorno. Forse, anche a fronte delle polemiche che erano scaturite.

Firenze

A Firenze non si era trattato di una rimozione per un evento sportivo, ma per il G7. Qui infatti, nel 2017, lo striscione era stato temporaneamente rimosso per osservare il cerimoniale previsto. L’allora sindaco di Firenze, riconfermato poi alle elezioni comunali 2019 al ballottaggio, aveva specificato che lo striscione sarebbe tornato al più presto. Così infatti era avvenuto.

Redazione CiSiamo
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