Uccisa e data in pasto ai maiali: il delitto risolto dopo 20 anni

Una clamorosa e macabra scoperta ha fatto luce sul caso della scomparsa di Virginia Mihai, scomparsa nel nulla 20 anni fa

uccisa e data in pasto ai maiali
uccisa e data in pasto ai maiali


Clamorosa svolta in un cold case avvenuto in provincia di Vicenza 20 anni fa, con la Procura che è riuscita a svelare il mistero di una donna scomparsa. La poveretta è stata uccisa dal marito e data in pasto ai maiali. La terribile vicenda si è consumata a Velo d’Astico, un piccolo comune che oggi è tornato a fare notizia grazie ad un articolo della Stampa.

Uccisa e data in pasto ai maiali

Il 22 aprile del 1999 Virginia Mihai scompare nel nulla. A denunciare il fatto il marito della donna, Valerio Sperotto, che sarebbe poi morto nel 2011. L’uomo provò a motivare la scelta della donna con una litigio a cui avrebbe fatto seguito la decisione della donna di abbandonarlo. Dopo una indagine inconcludente che vide Sperotto indagato per omicidio e poi scagionato il caso venne chiuso. Ma non era così.

Passano 20 anni e si arriva a poco tempo fa. Un imprenditore è intenzionato a comprare l’ex allevamento di maiali di Sperotto ma qualcosa lo ha agghiacciato: ispezionando il lotto nel 2017 l’uomo si è imbattuto in alcune ossa semisepolte. Inizialmente timoroso, l’uomo ha taciuto, poi però si è deciso ad andare dai carabinieri raccontando di quel ritrovamento. I militari compiono un sopralluogo e riescono ad isolare e repertare un frammento di unghia lungo non più di mezzo centimetro. E’ materia per il Labanof, il laboratorio milanese di analisi forensi e tanatologiche che tanti casi ha contribuito ad indirizzare proceduralmente nel corso degli ultimi anni. Il frammento di unghia era in un canale di scolo per i liquami e gli inquirenti con il camice bianco compiono l’impossibile: isolano un frammento di dna comparabile con le tracce repertate a suo tempo su uno spazzolino da denti appartenuto alla vittima.

Il delitto risolto dopo 20 anni

Il responso è inappellabile. E orribile: quelli sono i resti dell’alluce di Virginia Mihai. “Le unghie, assieme ai capelli e ai denti sono le uniche parti del corpo umano che i maiali non digeriscono e questo avvalora la tesi agghiacciante che la donna sia stata uccisa e gettata in pasto ai maiali” (La Stampa). Secondo la nuova ricostruzione dunque l’allevatore aveva ucciso la moglie, poi fatto passare tre giorni, sufficienti ai maiali per smembrare e far scomparire ogni parte edibile del cadavere e poi era andato dai carabinieri a denunciare una scomparsa con la sicurezza di aver cancellato ogni prova, letteralmente inghiottita e digerita dai suoi suini.

Il precedente

Ma c’è di più: nel 1988 era scomparsa anche la prima moglie di Sperotto, Elena Zecchinato. Uscita per una passeggiata nei boschi, non aveva più fatto ritorno a casa. All’epoca si parlò di un suo ritorno in Francia, sua terra di origine, ma gli sviluppi clamorosi dell’indagine sulla seconda compagna dell’allevatore lasciano pensare a nuove, eclatanti svolte. La Procura sta cercando eventuali complici del defunto.

Redazione CiSiamo
La Redazione di CiSiamo.info è pronta a parlarvi di attualità, cronaca, politica, spettacolo, sport, cultura, cercando sempre di portare alla vostra attenzione i fatti più interessanti e più rilevanti che la contemporaneità ci mette davanti. Siamo pronti a far scorrere le dita sulle nostre tastiere. Noi Ci Siamo, e voi? Seguiteci sui social.