Sea Watch 3 chiede di aprire i porti: Salvini risponde in diretta Facebook

La Sea Watch 3, tramite Unhcr e Oim, ha lanciato un appello: "Qualcuno apra i porti a queste persone". Non si è fatta attendere la risposta del Ministro dell'Interno Matteo Salvini.

Sea Wach 3
Sea Wach 3

La Sea Watch 3, tramite Unhcr e Oim, ha lanciato un appello: “Qualcuno apra i porti a queste persone”. Non si è fatta attendere la risposta del Ministro dell’Interno Matteo Salvini. Tramite una diretta Facebook ha dichiarato: “Un saluto all’equipaggio della ‘Sea Watch’ che delle leggi se ne frega ma in Italia non si arriva. Se ne fregano delle leggi e anche delle vite perché sono da giorni nel Mediterraneo: sarebbero arrivati in Tunisia o in Olanda, in Italia no”.

Sea Watch 3 chiede di aprire i porti

Sul tema è intervenuto anche il Ministro delle Infrastrutture Danilo Toninelli: “La Sea Watch aveva ricevuto da parte della guardia costiera libica il segnale di coordinamento delle operazioni. Purtroppo, hanno deciso di voltarsi dall’altra parte e di andare a nord, verso l’Italia. Per il diritto del mare non va bene e di conseguenza non possono approdare in Italia. Abbiamo portato sul suolo italiano le persone che si trovavano in difficoltà, quindi, in stato precario di salute. Significa che l’umanità e il senso di aiuto in Italia non vengono mai meno, ma dopo vengono anche la legalità e la sicurezza“.

Di tutt’altro parere la posizione di Unhcr e Oim, Carlotta Sami, portavoce dell’Unhcr per il Sud Europa ha dichiarato: “Quelle persone non dovevano e non potevano essere portate in Libia, perché non è un porto sicuro. Facciamo un appello affinché qualcuno apra i porti a queste persone. Tra loro c’è anche un bambino da solo, che ha circa 12 anni. Sono fuggiti dalle torture e dagli abusi, e hanno bisogno di mettere i loro piedi a terra. Chiudere i porti non aiuta a risolvere il problema, le persone sono nelle mani dei trafficanti, in Libia c’è la guerra. Occorre portare stabilità in quel paese, occorre evacuare legalmente le persone dai centri di detenzione e chiuderli.”