Sea Watch 3 in attesa di sbarcare i migranti cambia di nuovo rotta

La nave Sea Watch 3 cambia rotta in attesa di capire dove sbarcare i 53 migranti che ha salvato, e intanto è scontro con Salvini

Sea watch 3
Sea watch 3

La posizione attuale della nave Sea Watch 3 è al di fuori delle acque territoriali italiane. Aspetta di sapere dove potranno sbarcare i 53 migranti che ha salvato, nel gergo tecnico “pendola”.

Sea Watch 3 rifiuta il porto di Tripoli per lo sbarco

Da bordo però fanno sapere che non li porteranno nel porto di Tripoli, perché “non è un porto sicuro”. Un porto, quello di Tripoli, a cui la nave era stata assegnata per lo sbarco, ma che continua a rifiutare ritenendo che non sia sicuro.“Riportare coattivamente le persone soccorse in un Paese in guerra, farle imprigionare e torturare, è un crimine”, aveva detto infatti giovedì 13 giugno la Sea Watch. “È vergognoso che l’Italia promuova queste atrocità e che i governi Ue ne siano complici”.

La querela da parte dalla nave Sea Watch

E la tensione tra il governo italiano e la Ong erano cresciute fino alla querela da parte della Sea Watch nei confronti del Ministro dell’Interno Matteo Salvini. “A seguito del soccorso di 53 naufraghi da parte della Sea-Watch 3, il Ministro Salvini ha rilasciato, ancora una volta, innumerevoli dichiarazioni diffamatorie a mezzo stampa insultando la Ong e l’operato della sua nave”, fanno sapere i legali. “Operato che si sostanzia, sempre, in legittima attività di soccorso e salvataggio”, spiegano. “Occorre precisare che le autorità libiche non hanno dato alcuna indicazione alla nave della Ong da noi rappresentata la quale ha rispettato la vigente normativa internazionale che, come oramai noto, vieta il trasbordo e lo sbarco in territorio libico”, hanno sottolineato i due legali in una nota.

Secondo gli avvocati, Salvini “sa bene che fare rientrare chi fugge da guerre, violenze e soprusi in un paese che non è qualificato come ‘Porto Sicuro’, in costante guerra civile, costituisce una gravissima violazione dei diritti umani, del diritto del mare e del diritto dei rifugiati”.Utilizzare l’importante ruolo istituzionale di capo del Viminale, in assenza di elementi oggettivi a supporto delle proprie asserzioni costituisce violazione delle proprie competenze e lascia, peraltro, perplessi sull’attenzione e le energie che il ministro ripone sull’attività svolta dalle Ong che oggi ha soccorso solamente 53 naufraghi quando, ricordiamo, ogni giorno arrivano decine e decine di persone a bordo di barche fantasma nonché, come nelle ultime settimane, di navi militari e mercantili”, hanno precisato i legali.

La risposta di Salvini alla querela

Alle provocatorie parole della Ong tedesca, il Viminale aveva risposto con una diffida a entrare nelle acque territoriali. E sui social aggiuge: “Niente Malta. Sea Watch ha cambiato nuovamente rotta: ciondola nel Mediterraneo e gioca sulla pelle degli immigrati, nonostante abbia chiesto e ottenuto un porto da Tripoli”. “Stiamo assistendo all’ennesima sceneggiata: dicono di essere i buoni, ma stanno sequestrando donne e bambini in mezzo al mare. Per loro, porti chiusi!” conclude.

Redazione CiSiamo
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