Camorra casertana, appalti e rifiuti: parla il super pentito

Appalti dei rifiuti pilotati nel Casertano per favorire i clan di camorra, è toccata a un pentito eccellente confermare in aula le sue pesanti dichiarazioni.

Appalti dei rifiuti pilotati nel Casertano per favorire i clan di camorra, è toccata a un pentito eccellente confermare in aula le sue pesanti dichiarazioni che avevano portato a giudizio l’ex sindaco di San Felice a Cancello Pasquale De Lucia, accusato tra l’altro di aver gestito anche rapporti trasversali con amministratori di Castel Volturno poi finiti anch’essi prima in faldone, poi in aula di dibattimento.

Il collaboratore di giustizia che avrebbe dipanato quella matassa (ipotetica per ora e affidata alla sola tesi della parte accusante) è Emilio Di Caterino. Tra gli imputati, a testimoniare l’ampio raggio delle profilazioni penali che vengono attribuite agli imputati, anche Antonio, il fratello del super boss dei casalesi Michele Zagaria. Pesantissima l’accusa cardine: corruzione aggravata dalla finalità mafiosa. Nel 2010, come spiega esaustivamente Caserta News, alcuni appalti del settore rifiuti vennero pilotati per assicurare margini operativi e di lucro ai clan che con gli amministratori chiamati in causa stabilirono le regole di un comparaggio stretto. Emilio Di Caterino, ex latitante acciuffato 11 anni fa in Umbria dall’Antimafia, aveva poi deciso di collaborare e di rivelare retroscena che sono stati al vaglio dei magistrati per anni interi, fra i quali quelli dell’indagine su cui fonda il processo in corso. A settembre toccherà ad un perito.

Redazione CiSiamo
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