Formia Connection: arrestato il nipote del boss, Angelo Bardellino

Operazione Formia Connection, è stato arrestato insieme ad altri, Angelo Bardellino, il nipote del boss dei Casalesi e produttore di un film sulla mafia

Formia Connection
Operazione Formia Connection, è stato arrestato insieme ad altri, Angelo Bardellino, il nipote del boss dei Casalesi e produttore di un film sulla mafia


Due mesi dopo il discusso exploit con cui aveva presentato e prodotto un film sulla camorra il cui lancio nel Pontino aveva sollevato un vespaio, alla fine le conseguenze dell’aver agito da camorrista gli sono arrivate addosso, tutte intere e non con la fiction, ma nella realtà. E a finire arrestato ci è andato lui, Angelo Bardellino, nipote del fondatore del Clan dei Casalesi con aspirazioni da movie producer.

L’operazione Formia Connection

La Cassazione ha respinto i relativi ricorsi e confermato infatti le condanne per le quali anche lui era finito al centro dell’operazione anti camorra “Formia Connection” del 2004, quando le indagini del Commissariato pontino e del Sostituto Di Pasquale fecero emergere estorsioni, minacce e pestaggi assortiti contro il presidente di una coop. sociale che svolgeva manutenzioni per il comune.

Le dichiarazioni della vittima portarono ad inquadrare uno specifico episodio nel mazzo di profili penali in cui l’uomo venne condotto nelle campagne di Spigno Saturnia, poco distante da Formia, dopo essere stato rapito, picchiato e minacciato armi alla mano. Con quell’aggravante dell’uso di armi da fuoco a spostare i termini di prescrizione fino a 25 anni il procedimento, malgrado fosse datato, era andato avanti inesorabile. Bardellino era finito prima accusato, poi imputato in primo, secondo ed ultimo grado a Piazza Cavour assieme a Tommaso Desiato, Franco D’Onorio de Meo e Giovanni Luglio.

La condanna per Angelo Bardellino

A loro carico sono state confermate le condanne già comminate nei gradi inferiori del dibattimento: 7 anni e 5 mesi per Bardellino, 6 anni e 11 mesi per Franco D’Onorio De Meo, 6 anni e 11 mesi per Tommaso Desiato, e 7 anni per Giovanni Luglio. Bardellino, a contare il presofferto, ha da scontare una pena di 5 anni, sei mesi e 15 giorni. Gli ordini di esecuzione per la carcerazione sono stati emessi dalla Procura Generale della Repubblica presso la Corte di Appello di Roma a firma della giudice Emma D’Ortona, Sostituto Procuratore Generale e “danno esecuzione alla sentenza di condanna della Corte Cassazione resa definitiva ieri 31 maggio 2019”.

Il film di Bardellino

A fine marzo Bardellino, nella sua veste di produttore cinematografico, aveva deciso di presentare proprio a Spigno il suo film “La Casalese, Operazione Spartacus”, basato sul libro omonimo di Antonella D’Agostino, ex moglie di Renato Vallanzasca e censita essa stessa in atti giudiziari a trazione malavitosa associativa, ma non passati in giudicato. Quel progetto suscitò non poco scalpore per la sfrontatezza di usare proprio una location vera delle gesta di un clan pervasivo e letale nel Pontino, in più location empirica del fatto reato contestati proprio ad Angelo Bardellino per “Formia Connection”.

Dietro input del parlamentare Cinquestelle Trano e segnalazioni fatte in Prefettura, Questura e addirittura allo stesso titolare del Viminale Salvini, che aveva promesso battaglia senza esclusione di colpi sulla vicenda, la presentazione era stata spostata ma di pochi chilometri. Si era comunque tenuta 48 ore dopo, con un profilo basso, presso il Circolo Nautico di Gaeta. Il nipote del boss si è presentato spontaneamente presso il vicino carcere di Cassino, in provincia di Frosinone.

Redazione CiSiamo
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