Pugno duro del giudice con El Chapo, nessun privilegio: potrebbe evadere

Niente ora d'aria a El Chapo. Joaquin Guzman è un sorvegliato troppo speciale e troppo bravo nelle evasioni rocambolesche per poter godere di piccole libertà.

El Chapo, nessun privilegio
El Chapo, nessun privilegio

Niente ora d’aria a El Chapo. Joaquin Guzman è un sorvegliato troppo speciale e troppo bravo nelle evasioni rocambolesche per poter godere di quelle piccole libertà che un detenuto, per quanto di calibro immenso, chiede ai suoi carcerieri. Lo ha stabilito il giudice distrettuale di Manhattan che ha rigettato alcune richiesta del capo indiscusso del cartello di Sinaloa, detenuto negli Usa. Guzman aveva chiesto due ore settimanali d’aria per gli esercizi fisici, possibilità di fare acquisti allo spaccio del carcere, tappi di isolamento acustico e acqua aggiuntiva oltre la razione a corredo dei pasti quotidiani.

Il giudice americano ha però detto no nelle more di un periodo di detenzione che prelude all’udienza per la fissazione della pane definitiva a carico del super narco messicano. Le ragioni di un diniego così netto risiederebbero nel fatto, oggettivo, che El Chapo aveva usato nelle sue detenzioni messicane i mezzi più strani per mettere a segno evasioni rocambolesche. Fra i privilegi richiesti il giudice avrebbe ravvisato, specie per quelli legati alle possibilità di muoversi in altre location carcerarie, i presupposti logistici affinché Guzman possa abboccarsi con l’esterno e pianificare una possibile fuga. Da due anni e mezzo il 61enne capo del cartello di Sinaloa ha solo un televisore in bianco e nero nella sua cella ed ha tenuto una condotta ineccepibile.

Redazione CiSiamo
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