2 giugno, i generali non vanno: “Attendiamo clima più sereno”

Alla parata del 2 giugno alcuni generali hanno fatto sapere che non ci saranno. Tra questi ci sono Arpino, Tricarico e Camporini.

Parata 2 giugno, i generali disertano
Parata 2 giugno, i generali disertano

Alla parata del 2 giugno alcuni generali hanno fatto sapere che non ci saranno. Mario Arpino, generale italiano dell’Aeronautica Militare, ha dichiarato: “Alla parata non ci sarò. Attendo un clima più sereno“. E non è il solo che ha deciso di “disertare” la festa del 2 giugno. Mario Arpino è infatti in buona compagnia. Anche Vincenzo Camporini, ex capo di stato maggiore della Difesa, e Leonardo Tricarico, ex capo di Stato maggiore dell’Aeronautica, hanno deciso di non andare. “Non è tollerabile – ha spiegato Arpino – la gogna mediatica a cui sono stati sottoposti i pensionati. Non ne faccio una questione personale: trovo inaccettabile sentire parlare di pensioni d’oro, quasi incitando all’odio di classe”.

2 giugno: i generali non vanno

Arpino poi prosegue: “Sarebbe ipocrita da parte mia stringere le mani di chi ha tagliato le pensioni. Non è una colpa, ma un merito avere una pensione più alta per chi ha lavorato tutta la vita. Io ho cumulativamente 55 anni di servizio. Non mi sembra che l’atteggiamento di alcuni ministri sia giusto. Penso che l’indecisione di questo governo su tantissimi temi sia molto grave. Le questioni militari, penso ad esempio agli F-35, sono passate completamente in secondo piano”.

Di diverso parere invece il generale Tricarico. “Non parteciperò perché sarebbe ipocrita applaudire i nostri soldati in compagnia di soggetti che stanno contribuendo a un progressivo e, per certi versi, irreversibile indebolimento delle Forze Armate”. Tricarico se l’è presa contro una parte non meglio specificata del Governo:  “Una componente della maggioranza giallo-verde sta portando avanti un atteggiamento ostile nei confronti di una delle poche Istituzioni che funzionano bene in Italia: le Forze Armate. Per di più, noi generali in pensione veniamo trattati dei malfattori per via della polemica sulle così dette pensioni d’oro. Addirittura Luigi Di Maio pronunciò la frase ‘si debbono vergognare’. Non capisco di cosa dovrei vergognarmi. Ho servito lealmente il mio Paese per 40 anni, rischiando la vita su un aeroplano”.

Redazione CiSiamo
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