Era fra i 50 latitanti più pericolosi, l’antimafia lo scova in Marocco

Era uno dei 50 latitanti più pericolosi fra quelli censiti nello speciale sito del Ministero dell'interno ed era riuscito a sfuggire alla giustizia dopo un primo arresto in Spagna.

Scacco giudiziario alla
Scacco giudiziario alla "Banda degli Onesti"

Era uno dei 50 latitanti più pericolosi fra quelli censiti nello speciale sito del Ministero dell’interno ed era riuscito a sfuggire alla giustizia dopo un primo arresto in Spagna, vanificato però da un cavillo giuridico e dalla sua precipitosa fuga oltre Gibilterra. Adesso però Raffaele Vallefuoco, braccio destro del boss di camorra Giuseppe Polverino, ras di Marano dopo il forfait dei potentissimi Nuvoletta, dovrà scontare tutti e 30 gli anni che gli sono stati inflitti mentre faceva la Primula Rossa in Marocco.

Fra i 50 latitanti più pericolosi, trovato in Marocco

E’ stato lì che la Dda partenopea e i servizi speciali marocchini lo hanno intercettato e messo in cella, in attesa dell’estradizione in Italia. Vallefuoco si era dato alla latitanza da oltre 7 anni. Venne condannato infatti per associazione di tipo mafioso e associazione finalizzata al traffico di stupefacenti, ma riuscì a sfuggire. Nel 2012 aveva perso la sua invisibilità dopo essere stato intercettato proprio con il boss a Jerez de la Fronteira, ma un vizio di forma lo rimise in libertà e in condizioni di darsi alla macchia.

Il 55enne alla fine è stato localizzato e tampinato con discrezione a Tangeri dai carabinieri della Catturandi di Napoli, dall’Interpol e dal Dsgt, i servizi interni del Marocco. L’arresto è avvenuto a Skirhat. L’arresto di Vallefuoco conferma la bontà di una pista investigativa già collaudata dagli inquirenti, quella per cui molti latitanti di camorra che avevano fatto precedentemente il nido in Spagna abbiano poi usato lo stretto di Gibilterra per raggiungere il Maghreb, più lasco in quanto a controlli, e da lì dirigere affari o restare in discreto silenzio fino al maturare di nuove possibilità criminali. Poco tempo fa era finito in manette proprio in Marocco un altro malommo di calibro che si era dato alla latitanza fra i datteri: Antonio Prinno, colonnello dei Misso-Mazzarella di Napoli centro.

Redazione CiSiamo
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