Ripara un sintetizzatore anni 60 e va in trip LSD

Ripara un sintetizzatore modulare degli anni '60 e va in trip di Lsd dopo aver inavvertitamente toccato una manopola su cui c'erano ancora residui della droga.

Ripara sitentetizzatore
Ripara sitentetizzatore

Ripara un sintetizzatore modulare degli anni ’60 e va in trip di Lsd dopo aver inavvertitamente toccato una manopola su cui c’erano ancora residui della droga. E’ accaduto all’ingegnere informatico Eliot Curtis, negli Usa. Secondo quanto riportato da Virgin Radio news, l’uomo aveva iniziato a lavorare su un sintetizzatore modulare Buchla Model 100, un residuato degli anni ’60 che era rimasto chiuso per anni in un armadio.

Ripara un sintetizzatore anni 60 e va in trip LSD

Stando alle dichiarazioni dello stesso Curtis, dopo aver grattato via energicamente con le dita una sostanza grumosa e ambrata che si era incrostata attorno a una manopola, l’uomo ha iniziato a sentirsi prima leggero, poi alienato, poi ancora completamente scollegato dalla realtà e con una fortissima sensazione di levitare in aria.

Colpa della dietilamide della segale cornuta presente attorno alla manopola, un residuo psicoattivo degli anni ruggenti in cui il synth era stato usato. L’acido lisergico infatti ha due caratteristiche che hanno fatto la (s)fortuna di Curtis: mantiene la sua psicoattività anche a distanza di decenni se conservato al fresco e al buio e fa effetto non solo per ingestione, ma anche per contatto ed effrazione cutanea. Lo sanno bene i grandi rockers di quegli anni folli che spesso si spalmavano le dita di acido per partorire riff e assoli sognanti. Curtis, in trip ci è rimasto per 9 ore e alla fine, come riportato da VG, la vicenda si è anche tinta di giallo: ideatore di quel modello di sintetizzatore fu il mitico Don Buchla, alcune delle creazioni del quale finirono nella disponibilità dello scrittore beat Ken Kesey, noto studioso di sostanze psicoattive.

Lo stesso Butchla era poi amico fraterno e compagno di bagordi di Owen Stanley, tecnico del suono del gruppo dei Grateful Dead, non proprio i Pooh in quanto ad uso di droghe. L’uomo non solo era un tecnico qualificatissimo, ma anche un chimico clandestino famoso per aver sintetizzato uno degli Lsd più potenti della storia della fattanza. Forse proprio l’acido che, mezzo secolo dopo, ha mandato Curtis fra gli elefanti rosa per 9 ore.

Redazione CiSiamo
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