Permessi di soggiorno, coinvolti nell’inchiesta due ex poliziotti

Un'inchiesta ampia che ha coinvolto, nella questione sul permessi di soggiorno, anche due ex poliziotti. Stabilito un vero "tariffario" per le pratiche.

Permesso di soggiorno, coinvolti due ex poliziotti (foto AdnKronos)

I permessi di soggiorno e le pratiche che poteva bypassare alcuni controlli della Polizia. La Guardia di Finanza di Napoli ha arrestato sette persone con l’accusa di associazione per delinquere dedita al favoreggiamento dell’immigrazione clandestina e alla corruzione. Coinvolti nell’inchiesta due ex poliziotti che, all’epoca dei fatti, erano impiegati presso l’ufficio “Immigrazione” della Questura di Napoli. Numerose, in aggiunta, sono state le perquisizioni.

Immigrazione clandestina, una vera e propria organizzazione

Le indagini partirono nel 2016 dopo una segnalazione riguardante un cittadino dell’Algeria risultato sospetto a Napoli. L’uomo, infatti, diede vita a un giro di movimenti di denaro da e verso Paesi dell’Unione Europea ritenuti riconducibili a contesti di tipo terroristico. La maggior parte con destinazione, in particolar modo, in Francia e in Belgio. L’organizzazione, inoltre, iniziò nel dare vita a un mercato illegale dedito al rilascio e rinnovo di permessi di soggiorno senza i necessari requisiti. Il personale di Polizia ha individuato 136 pratiche di rilascio-rinnovo giudicate come «indebitamente concesse».

Permessi di soggiorno, due poliziotti coinvolti

Un ex ispettore della Polizia di Stato è coinvolto nella vicenda. Egli fungeva da collante tra i vari gruppi che ne facevano richiesta e l’ufficio preposto per il rilascio dei documenti per il permesso di soggiorno. Dalle indagini è emerso, inoltre, anche un “tariffario” con gli importi da versare in base alla tipologia della prestazione richiesta. La cifra di 3mila euro era necessaria per “sistemare” la pratica per il permesso di soggiorno.

Redazione CiSiamo
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