Omicidio Monterotondo Scalo, torna libera la ragazza che ha ucciso il padre

L'uomo era stato ucciso dalla figlia 19enne, che ora torna libera perché l'omicidio è stato valutato come eccesso colposo di legittima difesa

Omicidio Monterotondo scalo
L'uomo era stato ucciso dalla figlia 19enne, che ora torna libera perché l'omicidio è stato valutato come eccesso colposo di legittima difesa

Lorenzo Sciacquatori di Monterotondo Scalo, è stato ucciso domenica 19 maggio dalla figlia Deborah di 19 anni, in seguito a una ferita alla testa. Una lite finita male, probabilmente. L’ennesima lite, visto che l’uomo era violento, e secondo la testimonianza di parenti e vicini non era la prima volta che si scagliava contro la moglie e la figlia.

La vicenda

La tragedia sarebbe avvenuta dopo l’ennesima aggressione di Lorenzo Sciacquatori ai danni non solo della moglie Antonia e della figlia, ma anche dell’anziana madre che viveva con loro. Le donne stavano scappando, alle cinque del mattino secondo il racconto di una vicina. E infatti la colluttazione è avvenuta all’esterno del palazzo, dove la 19enne ha colpito il padre sotto l’orecchio con un coltello. “Mio padre è caduto a terra, l’ho sorretto e gli ho detto ‘papà non lasciarmi, ti voglio bene’ , ha raccontato poi la ragazza, in lacrime. Che quando si è accorta che il padre perdeva sangue è corsa in casa a prendere del ghiaccio.

Le testimonianze

Una vicina aveva raccontato all’Adnkronos che Lorenzo Sciacquatori “non lavorava”. E che l’uomo “era gonfio di vino, andava sempre a bere al bar al centro commerciale, tornava a casa solo per pranzare e riusciva”. “Sentivamo litigare, certo, ma non ci mettevamo in mezzo. Picchiava tutti, pure la madre cieca che viveva con loro. Antonia e Deborah sono scappate in pigiama dopo che alle 5 del mattino è rientrato a casa e ha iniziato a dare pugni e calci”.

A questa voce fa eco quella del suocero di Lorenzo Sciacquatori, che aveva raccontato: “Mio genero aveva bisogno di aiuto, era debole, si arrabbiava per niente, era nervoso. Mischiava alcol, droga, e le gocce che prendeva per restare calmo”.

Il decreto di liberazione

La figlia Deborah era agli arresti domiciliari in casa di una zia, ma per lei è arrivato il decreto di liberazione. Infatti è stato deciso che l’aggressione nei confronti del padre è stato eccesso colposo di legittima difesa. Una decisione presa alla luce degli accertamenti basate sulle testimonianze e sull’esame autoptico.

Redazione CiSiamo
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