False pratiche di cittadinanza, sei arresti

Una vera e propria organizzazione dedita alla compilazione di inidonee pratiche di cittadinanza italiana. Sequestrati 135mila euro in contanti.

guardia giurata spara a un 13enne
guardia giurata spara a un 13enne

Hanno superato 1.500 unità le pratiche, ritenute sospette, relative al procedimento per ottenere la cittadinanza italiana. Il Tribunale di Roma ha eseguito 19 perquisizioni nei confronti di altrettanti indagati. Le indagini hanno permesso di smantellare una organizzazione dedita al fenomeno della corruzione. A capo del sistema vi era un dipendente del Dipartimento per le libertà civili e l’immigrazione. Condannato con rito abbreviato a 4 anni e otto mesi di reclusione oltre alla confisca di 49mila euro.

False pratiche di cittadinanza

I reati vanno dal favoreggiamento alla corruzione per atti contrari ai doveri d’ufficio oltre che alla detenzione abusiva di codici di accesso al sistema informatico. L’operazione, denominata “K10”, usufruiva di alcuni codici per entrare nel sistema informatico SICITT. Qui era possibile gestire le pratiche per la concessione della cittadinanza italiana. In sostanza si riusciva a bypassare, in aggiunta, eventuali problemi come precedenti penali, mancanza di reddito e residenza. A tal proposito erano stati codificati dei sistemi di comunicazione cifrati e telefoni utilizzati, esclusivamente, per le attività illecite.

Sequestrati 135mila euro

Durante una perquisizione sono stati sequestrati 135mila euro in contanti. Secondo gli inquirenti sarebbero il provento dell’attività di corruzione. Oltre ai 12 indagati, a cui si aggiunge il marito di una dipendente del Viminale, vi sono altre sette persone indagate: tra di loro anche un avvocato.

Redazione CiSiamo
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