Proteste contro gli zingari a Roma: 65 gli indagati che rischiano grosso

Le proteste contro gli zingari a Roma non si sono ancora spente, ma già c'è qualcuno che dovrà essere chiamato a pagarne il conto.

Proteste contro gli zingari a Roma
Proteste contro gli zingari a Roma

Le proteste contro gli zingari a Roma non si sono ancora spente, ma già c’è qualcuno che dovrà essere chiamato a pagarne il conto. I pm di piazzale Clodio hanno proceduto all’iscrizione di 65 persone nel registro degli indagati. Questi per lo più appartengono a Forza Nuova e Casapound. Negli scorsi giorni si sono resi protagonisti di insulti razziali contro le famiglie rom trasferite nelle abitazioni.

Proteste contro gli zingari a Roma

I procedimenti sono due. Il primo riguarda gli scontri e le proteste a Torre Maura, avvenuti il 2 aprile. Qui gli indagati sono 41; sarebbero i responsabili dei tafferugli che scoppiarono dopo il trasferimento in una struttura di accoglienza di alcune famiglie rom. Il secondo procedimenti riguarda le proteste esplose per motivi simili a Casal Bruciato. I pm contestano agli indagati i reati di istigazione all’odio razziale, violenza privata, minacce, adunata sediziosa, apologia di fascismo.

Alcuni esponenti di Forza Nuova e CasaPound sono stati anche accusati di rapina, in quanto si sarebbero appropriati illegalmente dei panini destinati alle famiglie rom. Tra gli indagati c’è anche il simpatizzante di Casapound che urlò “ti stupro”.


Redazione CiSiamo
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