Nomine Regione Lazio, Zingaretti sceglie dirigente indagata per truffa

Nuove polemiche sulle nomine in Regione Lazio. Zingaretti ha scelto Tiziana Petucci a capo della Direzione regionale per lo Sviluppo Economico.

Nicola Zingaretti
Nicola Zingaretti

Nuove polemiche sulle nomine in Regione Lazio. Zingaretti ha scelto Tiziana Petucci a capo della Direzione regionale per lo Sviluppo Economico. La Petucci, tuttavia, è indagata per truffa nei confronti dello stesso ente, la Regione Lazio appunto. La vicenda è relativa all’inchiesta della Procura di Roma sulla truffa da 163 milioni di euro ai danni del sistema sanitario della Regione.

Nomine Regione Lazio

Nel processo che vede imputata la Petuci, la Regione di cui è dirigente il nuovo segretario del Pd si è costituita parte civile. Se l’imputata dovesse risultare colpevole, potrebbe rischiare una pena fino a 10 anni di carcere. In ogni caso, per adesso può consolarsi e avere da festeggiare. Il nuovo incarico le frutterà, infatti, 155 mila euro all’anno di compenso (senza contare gli eventuali premi).

Sono stati gli esponenti della Lega a puntare il dito sulla nomina. Orlando Tripodi, capogruppo alla Regione Lazio, ha depositato un’interrogazione urgente. “Nicola Zingaretti si legge – si scopre garantista e giustizialista a seconda della convenienza. Qui c’è una dirigente imputata che rischia una condanna a 10 anni, contro cui la Regione si è pure costituita parte civile, che viene addirittura promossa. Noi siamo garantisti, ma non si poteva attendere la sentenza del 26 giugno? Perché le ha conferito un incarico quinquennale?”.

La replica di Zingaretti

Zingaretti però ha voluto replicare alle accuse mosse dai principali avversari politici. “L’incarico è stato scelto su valutazione dei curriculum – ha infatti risposto la Regione Lazio. “I criteri oggettivi del bando hanno determinato come la dottoressa Petucci fosse la più titolata ad occupare quel ruolo fra i dirigenti interni che hanno risposto. La dirigente è una dipendente della Regione Lazio e finché non si conclude il processo esiste la presunzione d’innocenza. Se l’avessimo discriminata per questo, in caso di assoluzione avrebbe potuto rivalersi sull’Ente aprendo anche scenari di danno erariale. Se la dottoressa Petucci dovesse essere condannata, la Regione prenderà tutti i provvedimenti di legge del caso”.